ALL’OMBRA DELLE TAMERICI CON GLI OCCHI PIENI DI BLU – LE MERAVIGLIOSE SPIAGGE DI PAROS

Le onde arrivano dolci e bagnano appena la spiaggia di ghiaia. I minuscoli sassolini brillano sotto il sole ancora caldo di settembre. Un leggero residuo del forte Meltemi delle settimane passate accarezza i rami delle tamerici che ci offrono riparo dai raggi potenti di mezzogiorno. La baia a forma di mezzaluna è deserta. Faccio un respiro profondo e cerco di riconoscere gli odori che sento nell’aria: origano, timo e altre erbe aromatiche, il profumo dei pomodori al sole, l’odore delicato e mediterraneo della vegetazione, gli ulivi, e sopra di tutti – forte e penetrante -l’odore del mare. Apro gli occhi e sorrido: sento il profumo della Grecia.

 

Raggiungere Paros con il traghetto è ormai abbastanza semplice (da Mykonos o Santorini) anche se arrivare in aereo fa recuperare sicuramente il tempo che si spenderebbe al porto in attesa delle navi perennemente in ritardo. E’ un’isola che si sta aprendo pian piano al turismo di massa e si teme che l’ingrandimento dell’aeroporto ne cancelli lentamente l’aspetto  genuino di autentica isola cicladica.

Tuttavia devo dire che non soffre ancora del sovraffollamento tipico di alcune isole vicine e molte volte abbiamo trovato spiagge semi o totalmente deserte dove far riposare le nostre orecchie e la nostra testa. Siamo partiti nell’esplorazione dell’isola in sella al nostro quad scassone, ci siamo fatti dire quali sono le spiagge piu’ famose e frequentate e le abbiamo accuratamente evitate, infilandoci in stretti sentieri sterrati, a volte anche in probabili proprieta’ private, abbiamo camminato tra i cespugli seguendo il rumore del mare e abbiamo ammirato quel blu che piu’ blu non si puo’ che solo la Grecia puo’ offrire. In una settimana – girando anche 3/4 spiagge al giorno – siamo riusciti a vederne poco piu’ della meta’ … va bene, le nostre pause pranzo nelle taverne ci rallentavano un po’ i ritmi, ma l’isola va vissuta cosi’ , in slow motion, senza fretta.

Ed ecco qui le nostre spiagge preferite, partendo da Parikia e proseguendo verso nord, per poi scendere lungo la costa est:

    • LIVADIA. Se si trovasse da un’altra parte diremmo che è la spiaggia cittadina. Non lontana dal porto di Parikia, è una bella distesa di sabbia dorata lambita da un mare calmissimo e cristallino. Qui affittano ombrelloni e sdraio e non mancano taverne e localini dove si pranza e cena coi piedi nella sabbia. La posizione comoda e vicino al centro ne fanno la meta ideale per le famiglie e per coloro che non vogliono perdersi i tramonti infuocati di Paros.

 

    • KRIOS-MARTSELO. Questa spiaggia in realtà è una grande baia stupenda (scenograficamente a mio avviso la piu’ bella dell’isola) alla quale si accede attraverso numerosi ingressi.  All’interno della baia si trovano spiaggette e calette piu’ piccole e poi la grande spiaggia di Marcello; noi siamo scesi in direzione del Camping Krios e, passando attraverso un piccolo stabilimento attrezzato, abbiamo raggiunto una piccola insenatura deserta: abbiamo appeso zaino e vestiti ai rami e ci siamo buttati nell’acqua fresca e turchese per fare un po’ di snorkeling.

 

    • AGIOS FOKAS. Si trova all’estremità della baia ed é poco frequentata perché si affaccia sul mare aperto. Da qui si possono ammirare la baia e in lontananza Parikia. Alle spalle della piccola spiaggia punteggiata di tamerici sorge una bellissima chiesetta bianca molto in voga per i matrimoni, data la location suggestiva. Gli edifici abbandonati non sono altro che il vecchio faro ormai in disuso da moltissimo tempo.

 

    • MONASTIRI. Questa é una della spiagge piu’ rinomate di Paros ma sinceramente non ne capisco il motivo: certo, la piccola baia é riparata dai venti, ma il beach-bar e i continui arrivi dei taxi-boat da Naoussa non la rendono certo un luogo tranquillo e silenzioso. Visto che ormai eravamo qui ne abbiamo approfittato per inerpicarci su per la montagna (ovviamente con infradito e sotto il sole cocente di mezzogiorno) per raggiungere dopo circa una mezz’oretta il faro dal quale si gode di una vista incredibile a 360 gradi. ci siamo seduti all’ombra della vecchia casa ad ammirare il blu dell’Egeo e ci siamo goduti il panorama in completa solitudine.

 

    • KOLYMBITHRES. E’ un’altra famosa località di Paros caratterizzata da piccole calette protette da massi granitici modellati dall’acqua e dal vento che creano un aspetto quasi surreale. Abbiamo avuto la fortuna di arrivare presto e di godere un po’ delle fresche e calme acque cristalline. Tuttavia la spiaggia in sé non è un granché e si riempie subito di turisti proveniente dalla vicina Naoussa col taxi boat.

 

    • GLYFADES-TSOUKALIA. Siamo capitati su questa lunghissima striscia di sabbia grossa mista a ghiaia per caso, convinti di trovare beach-bar affollati e folle di sportivi alle prese con windsurf e kitesurf visto che la costa est è la piu’ battuta dal Meltemi . E invece.. avete presente l’incipit dell’articolo? Ecco mi trovavo proprio sulla spiaggia di Glyfades, sotto un albero,  a osservare un paesaggio solitario e incontaminato dove la natura è ancora la protagonista. Qui il mare non è proprio una tavola ma le onde si increspano leggermente contro le rocce dando al luogo un aspetto selvaggio. Siamo stati un paio d’ore nella ormai nostra piscina naturale creata da piccoli scogli in beata solitudine prima che altri avventori spuntassero da lontano.

 

    • MOLOS. Abbiamo costeggiato questa bella e ampia striscia di sabbia ma non ci siamo fermati perchè diretti alla vicina Kalogeras. La tentazione di fermarsi all’ombra delle tamerici era forte, anche perche’ il mare assume diverse gradazioni di azzurro e la spiaggia era praticamente deserta.

 

    • KALOGERAS. Questa è forse la spiaggia che mi è piaciuta meno: una sottile striscia di sabbia inumidita dalla marea dove le alte scogliere hanno creato delle piccole insenature dove godere di un po’ di privacy. Tuttavia la località è molto frequentata e nota per i suoi fanghi miracolosi (per cui preparatevi a vedere turisti infangati dalla testa ai piedi). Come dicevo, la sabbia rimane umida e quando passano i traghetti al largo le onde arrivano fino alla roccia, costringendo ad alzarsi e mettere in salvo teli e zaini. La nota positiva è che rimane riparata dal vento e le scogliere creano notevoli zone di ombra.

 

    • TRIPITI. La parte sud dell’isola è forse la piu’ autentica e genuina. Raggiungere Tripiti è abbastanza facile, basta seguire le indicazioni per Glyfa, percorrere una strada sterrata fiancheggiata da orti e muretti a secco e la troverete proprio davanti a voi. Anche qui abbiamo avuto al fortuna di arrivare presto e goderci un po’ di solitudine all’ombra della solita pianta e quando è arrivata gente, ne abbiamo approfittato per fare un po’ di snorkeling intorno agli scogli. Questa spiaggia mi è piaciuta molto per il suo carattere autentico ma non troppo selvaggio, senza costruzioni intorno e lontano da ogni rumore.

 

    • FARAGAS. Conservo un bellissimo ricordo di questa spiaggia, sarà perchè è stata la prima visitata del viaggio o sarà perchè oggettivamente è molto bella: da un sentiero tra i pini si arriva a questa spiaggia di sabbia dorata, in parte libera e in minor parte occupata da un beach bar. L’acqua è trasparente e placida e tende a essere abbastanza frequentata. Tuttavia, superando gli scogli all’estremità della spiaggia si raggiungono una serie di calette deserte e silenziose dove godersi in tutta tranquillità un po’ di sole; qui l’accesso al mare è roccioso ma permette di fare snorkeling.

 

    • MAKRIA MITI. Che dire… senza dubbio la spiaggia piu’ bella, deserta e introvabile di Paros. Per arrivarci c’è solo un cartello nel paese di Aliki che secondo me serve a depistare i turisti per preservare questo splendido angolo di paradiso. La proprietaria dell’albergo ci aveva detto che non era facile da trovare e cosi’ abbiamo da Aliki abbiamo costeggiato il mare fino a che non siamo entrati in una strada sterrata che ci ha portato fino a delle scogliere sul mare. Qui abbiamo parcheggiato e proseguito a piedi lungo un sentiero tra arbusti e vegetazione rinsecchita fino ad arrivare a una piccola baia raggiungibile tramite una discesa piuttosto ripida. Avendo pero’ notato una coppia di nudisti e non volendoli per nulla disturbare, abbiamo proseguito per qualche decina di metri, passando per altre due piccole e splendide insenature per arrivare poi alla meravigliosa spiaggia di Makria Miti. Protetta alle spalle da un paesaggio collinare e alle due estremità da bassi scogli, la spiaggia si presenta come una mezzaluna dorata lambita da una mare cristallino che assume svariate tonalità di azzurro. La sensazione di pace e il silenzio sono assoluti ma portatevi la protezione solare perché qui non c’è un albero!

 

  • PARASPOROS. Concludo l’elenco con questa ampia e vivace spiaggia poco a sud di Parikia. La spiaggia è molto grande e occupata in parte da un beach bar con musica a volume piuttosto alto; essendo però larga e profonda si puo’ trovare facilmente uno spazio piu’ tranquillo magari sotto le piante. L’acqua degrada molto dolcemente e anche camminando un po’ rimane poco fonda. Nonostante la presenza del beach bar e di molta gente il contesto è ancora molto naturale.

 

Paros – a mio avviso – é l’isola romantica per eccellenza, ma non perché esclusivamente adatta a coppie o fintamente costruita  a misura di sbaciucchiamenti mielosi (come puo’ essere ad esempio Santorini). E’ romantica perché si respira ancora un po’ di autenticità’ cicladica, perché viaggiando sulle strade deserte dell’entroterra ti senti in sintonia con una natura dolce e delicata, perché ti innamori presto degli scorci di blu e le mille minuscole chiesette bianche ti fanno sentire in pace con te stesso. E’ un’isola a cui bisogna voler bene, forte della sua incantevole bellezza ma fragile sotto la spinta del turismo crescente, dove cerchi un luogo appartato – che sia una spiaggia, un vicolo di Parikia o un faro sulla montagna – per godertela in silenzio, assaporando quelle sensazioni che solo la meravigliosa Grecia puo’ offrire.

 

 

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