MYANMAR:INFO PRATICHE PRIMA DI PARTIRE

Appena ho pubblicato le prime foto durante il mio viaggio in Myanmar ho ricevuto molte richieste di informazioni soprattutto per quello che riguardava “cosa portare”. Chi conosce già l’Asia sarà abituato a certi usi e costumi ma è comprensibile per chi si appresta a fare il primo viaggio avere dei dubbi … come sono le condizioni igieniche? quali vaccinazioni servono? come posso aiutare le comunità locali?

In questo elenco spero di essere d’aiuto ai viaggiatori in partenza.

  • COME CI SI ARRIVA?

Emirates e Qatar collegano Milano e Yangon con uno scalo rispettivamente a Dubai e Doha. Emirates è leggermente piu’ cara, ma Qatar prevede uno scalo molto più lungo. E’ interessante – se avete tempo – prevedere uno stop-over (ovvero uno scalo di più di 24 ore) per visitare la città. Emirates promuove pacchetti con hotel per chi fa uno scalo di lunga durata. Noi abbiamo prenotato a maggio per novembre con Emirates, spendendo € 600 a testa. In alternativa potete volare su Bangkok con Airitaly che ha sempre tariffe super convenienti e proseguire con un volo low cost, ad esempio con Airasia, Myanmar Airways o Thai

  • QUALI VACCINAZIONI SERVONO?

Al momento del mio viaggio (novembre 2019) non era richiesta nessuna vaccinazione obbligatoria. Poiché noi ogni anno visitiamo l’Asia abbiamo deciso di fare comunque l’Antiepatite A (che dura tutta la vita e protegge dal contagio trasmesso tramite gli alimenti e le bevande) e l’antitetanica. Per il nostro precedente viaggio in Laos avevamo fatto anche l’antitifo che dura 3 anni. Non è obbligatoria nessuna profilassi antimalarica nonostante ci siano molte zone endemiche. In qualsiasi caso consultate il sito Viaggiare sicuri per avere una panoramica della situazione del Paese (la sezione Salute in viaggio è molto utile e aiuta anche nella preparazione della farmacia da viaggio). Fissate poi un appuntamento con il medico dell’ufficio vaccinazioni presso la vostra Asl: in base alla vostra condizione di salute saprà consigliarvi la soluzione migliore.

  • QUALI DOCUMENTI SERVONO?

Il mio mantra in viaggio è PASSAPORTO-VISTO-CARTA DI CREDITO-SOLDI. Tutto il resto in qualche modo lo potete recuperare. Controllate che il passaporto abbia una scadenza superiore ai 6 mesi e fatevi una fotocopia da tenere nel bagaglio a mano. E’ necessario inoltre il visto da richiedere in Ambasciata o sul sito www.evisa.moip.gov.mm. Dal 1 ottobre 2019 al 30 settembre 2020 i cittadini italiani, titolari di passaporto ordinario, potranno ottenere un visto turistico anche al momento del loro arrivo in Myanmar, senza dover presentare preventivamente la relativa istanza online o presso un’Ambasciata birmana. Il visto turistico “on arrival” costerà 50 dollari (tariffa analoga a quella prevista per l’attuale visto turistico online) e avrà una durata di 30 giorni; esso potrà essere ottenuto esclusivamente presso gli aeroporti internazionali di Yangon, Mandalay e Nay Pyi Taw. (fonte Viaggiare Sicuri).

Noi l’abbiamo fatto comunque online per evitare code allo sportello immigrazione.

  • QUALE VALUTA DEVO USARE?

I dollari sono accettati negli alberghi e nei ristoranti turistici. All’aeroporto potete cambiare i dollari (attenzione devono essere nuovi e in buone condizioni) in Kyat per le piccole spese, i trasporti, i ristoranti locali, le mance e gli acquisti. Potreste avere difficoltà a ricambiare la valuta locale in dollari per cui consiglio di non cambiarne troppi. Eventualmente nei principali centri turistici come Bagan e Mandalay ci sono uffici di cambio.

  • COSA DEVO METTERE IN VALIGIA?

Innanzitutto non è necessario partire con una maxi valigia …i vestiti eleganti lasciateli per le cene di gala a New York 🙂 Bisogna considerare due fattori: il primo è che troverete molto molto caldo, il secondo è che per visitare i templi, le pagode e i monasteri sono richieste gambe e spalle coperte, quindi:

– pantaloni leggeri, tipo lino, o gonne lunghe. Se come me non sopportate i pantaloni lunghi con il caldo potete optare per dei leggins o shorts al ginocchio ma in questi casi dovrete coprire le gambe ogni volta. Io giravo sempre con i pantaloncini corti e poi di volta in volta mi legavo il pareo in vita per coprire fino alle caviglie. Idem per le spalle: eviterei canotte e smanicati a favore di T-shirt. In molti luoghi non è permesso accedere con jeans aderenti e leggins.

– scarpe comode e leggere e un paio di infradito. In tutti i templi c’è l’obbligo di entrare completamente scalzi, quindi se volete evitare il metti/togli/metti/togli un paio di infradito vi tolgono il pensiero.

-salviette umidificate da usare all’occorrenza come carta igienica (non sempre presente) e per pulire i piedi dopo un giro nei templi. Se considerate le migliaia di persone che camminano scalze – senza contare le cacche di topi, gatti, scimmie e uccelli – l’ansia da fungo e da infezione un po’ si fa sentire. Io avevo sempre con me un flaconcino di Amuchina gel (ne esiste uno specifico funghicida, comprato da Acqua e Sapone e pagato tipo € 2) per disinfettare bene i piedini dopo il tour. Per la stessa ragione usavo un docciaschiuma dermopurificante indicato per ambienti umidi come le palestre per togliermi ogni dubbio.

– cappello, occhiali da sole, crema solare. Sembra banale ma spesso ci si dimentica. Il sole è veramente forte e camminare molte ore puo’ provocare colpi di calore. Inoltre ogni mattina ricordatevi di mettere nello zainetto un paio di bottiglie di acqua: solitamente le guest house le mettono a disposizione gratuitamente, altrimenti le potete acquistare nei negozietti per pochi spiccioli.

– Spray antizanzare e piastrine da attaccare alla corrente. Nonostante non ci sia l’obbligo della profilassi antimalarica, le zanzare ci sono eccome. Ne ho trovate molte soprattutto a Mandalay. Un buon repellente (tipo il Jungle) e le piastrine da attaccare alla corrente in camera diminuiscono di molto le possibilità di essere punti.

-Farmacia da viaggio: come dicevo sopra consultate il sito Viaggiare sicuri per prepararvi al meglio. In ogni caso nel vostro bagaglio non devono mai mancare: farmaci contro la febbre tipo Tachipirina, un antidolorifico, un antidiarroico, fermenti lattici, termometro, un antibiotico intestinale e uno a largo spettro (consultate il vostro medico di famiglia per farvi consigliare), un farmaco contro il vomito, bustine rivitalizzanti come magnesio e potassio oltre che ai regolari farmaci che assumete.

  • VIAGGIO IN AUTONOMIA O ORGANIZZATO?

Dipende da te, dalle tue abitudini e da quanto tempo hai a disposizione. Nelle agenzie di viaggio trovi sicuramente tour di gruppo molto validi (e anche abbastanza costosi); tieni presente che in questi casi sei tenuto a rispettare i tempi del gruppo e chiaramente a condividere spazi e tempi con i tuoi compagni di viaggio…

Una valida alternativa è quella di partire con Viaggi Avventure Nel Mondo , si tratta sempre di viaggi di gruppo ma più “casual”: si scelgono soluzioni più spartane e si sta molto a contatto con i locali.

In autonomia è fattibile ma solo se siete già abituati a farlo: la comunicazione talvolta può essere difficile e i trasporti sono molto lenti, spostarsi all’interno del Paese non è cosi facile come in Thailandia o in Vietnam, che sono molto più abituati al turismo. Se avete solo due settimane sconsiglio di spostarsi in maniera autonoma: i viaggi in bus e in treno hanno bisogno del loro tempo e vanno assaporati con lentezza. E’ sicuramente il modo migliore per entrare in contatto con le realtà locali e vivere la vera essenza del Paese.

Noi abbiamo optato per un tour guidato con un’agenzia locale trovata sui social. Si tratta di Teo Myanmar Travels, un’agenzia di Yangon gestita da Teo, molto serio e professionale che ha studiato per noi un tour ad hoc. La nostra guida Than Wai ci ha accompagnato per quasi tutta la durata del viaggio (tranne i 4 giorni a Ngapali Beach) e in un italiano perfetto ci ha illustrato storia, arte, cultura del Myanmar. Il lato positivo è che – essendo un tour privato e avendo una guida a disposizione per tutto il giorno – si visitano luoghi difficilmente accessibili ai gruppi, si puo’ variare leggermente l’itinerario di volta in volta e si ha sempre un traduttore a disposizione (molto utili quando al mercato scambi per cioccolato un budino di sangue di capra…).

  • IL CIBO E’ SICURO?

Mhm. Le condizioni igienico-sanitarie del Myanmar sono molto scarse. La nostra guida ci disse che il cibo birmano fa male allo stomaco degli occidentali, e così è stato per me. Dopo viaggi in Thalandia, Laos e Vietnam mangiando di tutto di più, dallo street food ai gelati, dai coktail pieni di ghiaccio a improbabili pietanze nella giungla, la malattia del viaggiatore ha colpito anche me. Complice il caldo terrificante, la stanchezza, difese immunitarie basse e probabilmente il fatto di essere partita prevenuta, mi sono persa un giorno e mezzo di viaggio. Non voglio pero’ fare allarmismi… in viaggio è giusto assaggiare i piatti tipici e frequentare i ristoranti locali, prendete solo le classiche precauzioni:

-bevete solo acqua in bottiglia e usatela anche per lavarvi i denti

-evitate bevande con ghiaccio, a meno che non sia espressamente scritto nel menu che il loro ghiaccio è sicuro (molti ristoranti “per turisti” usano ghiaccio sicuro)

-preferire verdure cotte e sbucciare la frutta

-evitare il pesce e la carne cruda

Ci sono due tipi di ristoranti: quelli locali, sono sostanzialmente capanne, garage, molto spartani, a volte non hanno neanche un menu ma si mangia quello che c’è; sono spesso a gestione famigliare e i prezzi sono bassissimi.Come sempre fidatevi dell’istinto: se vi sembra buono …mangiatelo!

Poi ci sono i cosiddetti “ristoranti per turisti”, che non sono come i nostri “acchiappaturisti” in Europa: sono ristoranti più adattati al gusto occidentale, con menu scritti in inglese, un cordiale servizio al tavolo e accettano pagamento in dollari. Alcuni propogono specialità locali, altri hanno nel menu anche piatti occidentali.

  • COME COMUNICARE?

L’inglese non è ancora parlato dalla maggior parte della popolazione ma sarete sempre accolti con il sorriso e cercheranno di mettervi a vostro agio, anche se non capite una parola.

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