AOSTA: COSA VEDERE

Gli unici ricordi che avevo di Aosta erano quello di un vento incredibilmente gelido di fine novembre nel piazzale della caserma durante il giuramento militare di mio fratello, e quello di un locale arredato in stile rustico, riscaldato da una stufa a legna e inebriato dal profumo di fontina fusa e bollente. La caserma esiste ancora ma non è più attiva dal 2014 e a fare la guardia ora è rimasto solo un improbabile T-rex in scala 1:1, realizzato per la mostra ” Dinosauri in carne e ossa”. La fontina invece continua a regnare sovrana sulle tavole valdostane ed è un elemento fondamentale della cucina regionale. Sono tornata ad Aosta a distanza di ben 20 anni e me ne sono innamorata.

Situata in una conca della Dora Baltea, al centro della regione e crocevia importante tra Francia e Italia, Aosta fu per cinque secoli un’importante città sotto la dominazione dei Romani, i quali tracciarono la rete viaria collegando il piccolo e il gran San Bernardo e lasciarono testimonianze architettoniche e di ingegneria di grande bellezza giunte fino ai giorni nostri.

Cosa vedere

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Il centro cittadino si sviluppa lungo una via che va da piazza della Repubblica a piazza Arco d’Augusto (si può parcheggiare in entrambe le piazze). La strada lastricata è interamente pedonale e fiancheggiata da negozietti di artigianto, botteghe di prodotti tipici, osterie e testimonianze medievali. La via Aubert, diventa poi via de Tillier, passando dalla bella piazza Chanoux si trasforma in via Praetoria e infine via Sant’Anselmo. A me piace percorrerla in questo senso per gustarmi meglio le bellezze storiche che si trovano principalmente dopo piazza Chanoux.

  • Arco di Augusto. Monumento simbolo della città e punto di partenza per la visita del centro, fu eretto in memoria dell’omonimo imperatore per onorare la presenza romana. Si tratta di un’imponente struttura a un solo fornice, largo più di 8 metri e alto 12 che originariamente era sovrastato da un attico che ospitava la dedica ed una quadriga. Ingresso gratuito.
  • Porta Praetoria. Quando ci siamo trovati di fronte a questa porta romana, una delle meglio conservate, siamo rimasti a bocca aperta: una costruzione massiccia, ma perfettamente integrata nel contesto cittadino, dotata di un’apertura centrale dove passavano i carri e due laterali più piccole per i pedoni; la si attraversa passando su un piccolo ponte dal quale si ammirano gli scavi sottostanti che mostrano come il livello del suolo in epoca romana fosse due metri al di sotto dell’attuale. Ingresso gratuito.
  • Teatro romano. A testimonianza di questo teatro è giunta fino a noi solo la facciata meridionale, alta ben 22 metri. Si riconoscono però molto bene le gradinate che potevano ospitare fino a 4000 spettatori, l’orchestra e il muro di scena. Nel mese di dicembre, l’area del teatro ospita i tradizionali mercatini natalizi in un’atmosfera romantica e suggestiva: i resti romani sono illuminati da una luce rossa che infonde calore e meraviglia, l’aria è pervasa da canti natalizi e deliziata dal profumo dei dolci tipici. Il vin brulé – elemento immancabile durante le nostre gite invernali – scalda l’anima. Ingresso € 7 Biglietto unico, valido un anno dalla data di emissione, per un ingresso in ognuno dei seguenti siti:

    Teatro romano
    Criptoportico forense
    Chiesa paleocristiana di San Lorenzo
    Museo Archeologico Regionale                                                                                    Bambini sotto i 6 anni: gratis. Ragazzi 6-18 anni: €2

  • Mura medievali. La città di Augusta Praetoria era protetta da un lungo corridoio rettangolare di mura, ancora ben conservate e visibili presso via Hotel des Monnaies, via Carducci, via Carrel (in corrispondenza della stazione degli autobus), via Monte Solarolo, via Abbé Chanoux.
  • Le torri. Come ogni castro che si rispetti anche Aosta era presidiata da ben 20 torri di vedetta: esse, oltre allo scopo difensivo fungevano anche da elemento decorativo e delimitazione dell’area urbana. Ancora perfettamente conservate e visibili sono la Tour Neuve, situata all’angolo fra via Tourneuve e via Monte Solarolo in una zona verde, la Torre dei Balivi che ospita il Conservatorio, la Torre di Bramafam nella parte meridionale delle mura, e la Tour Fromage, nell’area archeologica del Teatro Romano.
  • La Cattedrale. L’imponente Cattedrale e il complesso adiacente costituito dal chiostro e dalla residenza episcopale risalgono alla fine del VI secolo; nel sottotetto sono stati trovati affreschi dell’ XI secolo che meritano una visita, così come il Museo del Tesoro (biglietto cumulativo affreschi + museo € 6).
  • Chiesa di Sant’Orso. Molto bella anche questa antica chiesa risalente al periodo romanico che sorse però molto tempo prima su resti paleocristiani. Se passate di qui non perdetevi assolutamente il chiostro risalente all’ XI secolo (ingresso € 2).
  • Piazza Chanoux. Finisce qui il nostro tour della città, nella piazza più bella di Aosta, dove convergono le strade più importanti del centro cittadino. Elegante e ben tenuta, mi ricorda molto le piazze di Torino. Il Municipio e l’Hotel des Etats, in stile neoclassico fanno da cornice mentre al centro sorge il monumento al soldato valdostano.

 

Perché visitare Aosta

Siamo tornati ad Aosta per il secondo anno consecutivo e credo diventerà tappa fissa dei nostri weekend invernali. Ecco perché ci piace tanto:

  1. Raggiungerla da Milano – e in generale dal nord Italia – è facile e veloce: Torino è collegata direttamente con l’autostrada A5 e dista solo 55 km da Pont-Saint-Martin, porta “Est” della Valle e primo comune che si incontra entrando in Valle d’Aosta.

    Provenendo da Milano (164 Km), lungo l’autostrada A4 occorre imboccare il raccordo a Santhià, in direzione Aosta. Limitato anche il tempo di percorrenza per chi proviene da Genova (226 km).

  2. Appena prima di entrare nel centro storico si trova un grandissimo parcheggio gratuito da dove parte la funivia che porta agli impianti di risalita di Pila: la stazione sciistica, sebbene presa d’assalto anche da molti gruppi di stranieri, rimane comunque una delle mie preferite dell’arco alpino per la moltitudine di piste blu e rosse, ampie e soleggiate e la bellezza del panorama circostante.
  3. La Valle d’Aosta è molto piccola e visibitabile facendo base nel capoluogo: dalla città si possono raggiungere facilmente molti castelli, il parco nazionale del Gran Paradiso, le terme di Pre Saint Didier, lo Skyway del Monte Bianco, Courmayeur … ci sono un’infinità di possibilità. Per programmare al meglio la tua vacanza clicca qui.
  4. Il cibo. Avrei dovuto metterlo al primo posto ma non volevo essere la solita golosa. In questa regione si mangia divinamente e ad Aosta ci sono molte osterie tipiche dai prezzi più che accessibili dove gustare taglieri di lardo e Jambon de Bosses; piatti a base di fontina come la celebre fondue, la polenta concia, la seupa à la Vapelenentse (un concentrato di fontina, burro, verza, pane e colesterolo puro); la Carbonada, ovvero manzo sotto sale cotto nel vino; selvaggina con polenta; prodotti a km zero provenienti dai pascoli del territorio. La regione vanta inoltre una produzione vitivinicola non indifferente che produce una buona qualità di vini bianchi e rossi. Stendiamo poi il tappetto rosso alle grappe della zona e in particolare al Génépy, un liquore fatto con l’artemisia, una pianta che cresce nelle morene dei ghiacciai a ben oltre 2000 metri di quota, ideale per un eccellente fine pasto.

 

Dove mangiare ad Aosta

Il centro città è pieno di osterie e locali per l’aperitivo e il dopocena. Lo stile in generale è abbastanza rustico, proprio come piace a noi! Vorrei segnalare in particolare:

L’osteria dell’Oca: si trova in una corte deliziosa leggermente defilata dalla via principale. In estate si può mangiare nel dehors mentre in inverno è possibile cenare in compagnia di alcuni reperti romani nella sala ristorante al 1° piano sottoraneo oppure nella cave a vins, al 2° piano sotteraneo (entrambe molto suggestive e con muri di pietra a vista). Tra le specialità valdostane da provare ci sono sicuramente la fonduta, gli gnocchi alla bava (D.E.L.I.Z.I.O.S.I.), la scaloppa alla valdostana, il cotechino con fonduta e la carbonada con polenta. Il tutto innaffiato da una generosa quantità di vino locale. Clicca qui per vedere il menù.

L’ambiente è rustico ma molto intimo, luci soffuse e muri a vista; il personale super cordiale e il rapporto qualità- prezzo eccellente.

Lo trovate in via Aubert 15, in pieno centro storico a 10 minuti a piedi dal parcheggio di Piazza Repubblica. tel. + 39 0165 231419.

Ristorante Bistrò Maison Bandì: caratteristico bistrò nel centro storico di Aosta, è anche bottega, per cui si possono comprare alcuni prodotti locali usati dalla cucina. Il locale è molto piccolo e favorisce la convivialità, ideale per un aperitivo gustoso con taglieri e formaggi o per una cena informale. La materia prima è eccellente e i piatti sono gustosi. Da non perdere la fonduta, il panino con bollito e salsa verde, il vino della casa e la selezioni di liquori locali. A rendere la serata ancora più piacevole contribuisce la simpatica Magali, proprietaria del locale e grande conoscitrice della materia prima.

Lo trovate in via Sant’Anselmo. Tel. 340 616 4092

 

Dove dormire ad Aosta

La città è piccola e non ci sono grandi alberghi. Vanta però numerosi B&B sia vicino al centro, che nelle frazioni vicine.

La Chambre des Reves. Delizioso B&B gestito da Alessandra e dalla sua mamma, si trova nella piccola frazione di Excenez, a 10 minuti di auto dal centro di Aosta. Con solo due camere, è il luogo ideale per staccare la spina e godersi un buon libro davanti alla stufa, in un ambiente caldo e intimo. Ristrutturato di recente conservando lo stile rustico, è arredato con molto gusto e niente è lasciato al caso: una grandissima cura dei dettagli, della pulizia e del servizio all’ospite. Info:  lachambredesreves2018@gmail.com

 

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