COSA VEDERE A LUANG PRABANG

La capitale storica e culturale del Laos è una chicca da non perdere durante un viaggio in Laos. Noi ci siamo arrivati dopo aver fatto un trekking nella giungla nella riserva naturale di Nam Ha, nel nord del Paese e aver navigato per due giorni lungo il fiume Nam Ou. Certo, quando si arriva alle grotte di Pak Ou, non lontane da Luang Prabang, l’impatto con il ritono alla civiltà si fa sentire ma la delizioasa città coloniale di stampo francese saprà accogliervi in maniera gentile e rilassata.

Si trova tra la confluenza di due fiumi, il Nam Khan e sua maestà “ilmiofiumepreferito” Mekong; è una città a misura d’uomo, elegante ma informale, ricca di antiche ville indocinesi, giardini tropicali e wat dorati. E’ cosi deliziosa che non è difficile capire perchè sia Patrimonio dell’ UNESCO. Vi consiglio di sostare un paio di giorni per ricaricare le batterie e approfittare di un aperitivo al tramonto ammirando le placide acque del fiume. Uno dei modi migliori per visitare la città è sicuramente noleggiare una bicicletta e andare alla ricerca di piccoli templi nascosti nella vegetazione; il lungofiume è costeggiato da belle residenze d’epoca mentre il centro storico è ricco di ristorantini e boutique hotel.

Cosa vedere

Palazzo reale. Non aspettatevi una reggia lussuosa stile Versailles … il Palazzo Reale è l’antica residenza del sovrano costruita nel 1904; lo stile – una fusione di tradizionale laotiano e francese – è semplice e sobrio. Molto bella la mostra fotografica Floating Buddha che si trova in un edificio separato ed è dedicata alla meditazione dei monaci.

Tempio di Wat Xieng Thong. Il simbolo della città si trova in un elegante giardino di palme e stupa. E’ caratterizzato da tetti spioventi che sfiorano il terreno e da un mosaico che rappresenta l’albero della vita. Fuori dal tempio abbiamo avuto l’onore di sorseggiare un cocco fresco alla stessa bancarella dove nel 2016 si fermò il Presidente Barack Obama per una sosta dissetante.

Collina Phu Si. Il viaggiatore che è già stato in Asia sa che almeno una volta a viaggo dovrà affrontare una ripida scalinata per raggiungere un tempio … ed ecco che anche a Luang Prabang non ci perdiamo una bella scarpinata di 329 scalini per raggiungere la sommità della collina Phu Si, sovrastata da uno stupa dorato di 24 metri. C’è anche un piccolo tempio che però è quasi sempre chiuso. La vista sulla vallata in cui sorge la città è impagabile.

Tempio Wat Mai Suwannaphumaham. Un altro esempio di tempio laotiano, più semplice e sobrio rispetto a quelli thailandesi e birmani. La particolarità di questo edificio è il suo tetto in legno a cinque livelli.

Taec. Il Traditional Arts & Ethnology Centre è una tappa obbligatoria per comprendere usi e costumi di questo popolo di cui si sa molto poco. Alcune sale sono dedicate interamente alle tribù del nord (il Laos conta oltre 47 etnie diverse) ed è interessante scoprire qualcosa in più soprattutto se si ha in programma un trekking nella parte settentrionale del Paese.

Il mercato notturno. Al tramonto le vie del centro cittadino si riempiono di bancarelle che vendono prodotti di artigianato locale, stoffe, abiti tradizionali , souvenir in bambù e molto altro. Il mercato è chiaramente un’attrazione turistica ma spostandosi dalla via principale, nella parte dedicata al cibo, ci si può trovare a fare due chiacchiere con gente del posto.

Il Tak Bat. La processione dei monaci che si svolge ogni mattina alle prime luci dell’alba vale da sola una visita a Luang Prabang. E’ stato sicuramente uno dei momenti più toccanti del mio viaggio in Laos e uno dei ricordi che mi porterò sempre nel cuore. Lungo le vie della città, in un’atmosfera silenziosa e surreale, vari gruppi di monaci escono dai loro templi in fila indiana, scalzi e con la loro tunica arancione per chiedere l’elemosina. I monaci buddhisti infatti fanno voto di carità e povertà, rinunciando a ogni bene materiale e sopravvivendo grazie alle offerte dei fedeli che, inginocchiati ai lati della strada e con sentimento rispettoso e meditativo, offrono loro riso e verdure. La suggestione e la sacralità di questo evento quotidiano viene ormai purtroppo rovinata da alcuni turisti che in modo arrogante e irrispettoso tentano di farsi largo tra i fedeli per cercare lo scatto perfetto – se non addirittura un selfie con i monaci. Se volete assistere alla processione fatelo senza essere invadenti, stando in disparte ed evitando fotografie, flash e chiacchiericcio. Se invece volete prendere parte alla cerimonia sappiate che ci sono regole molto precise da rispettare: vestitevi in modo adeguato come se foste in un tempio; la qualità del cibo deve essere buona e fresca (potete comprarlo al mercato la mattina stessa); lavatevi bene le mani perché il riso viene consegnato ai monaci senza l’ausilio di posate; dovete inginocchiarvi sulla strada con i piedi incrociati (ma non seduti sui talloni) e soprattutto non toccare né guardare i monaci negli occhi.

Come arrivare a Luang Prabang

Via fiume: se entrate in Laos dal confine settentrionale con la Thailandia – magari dopo aver fatto tappa a Chiang Mai e Chiang Rai – potete prendere una barca a Huay Xai che in due giorni vi porterà a Luang Prabang. Tra le compagnie di navigazione più famose ci sono Shompoo Cruise e Luang Say Cruise. Se invece prima volete esplorare un po’ il nord leggete Come arrivare a Luang Prabang in barca.

In moto: attraversare il Paese in moto è un’esperienza unica e sensazionale. Affidatevi a Motolao, un’agenzia affiliata di Tiger Trail.

In aereo: Luang Prabang ha un aereoporto internazionale ma non è collegata con voli diretti dall’Italia. Le compagnie Bangkok Aiways, Lao Airlines e Vietnam Airlines collegano la città con i principali scali asiatici. Verificate su www.skyscanner.it la soluzione e il prezzo migliori in base al vostro itinerario.

Autobus e minubus: in città ci sono due stazioni di autobus che la collegano con i principali centri laotiani, con la Cina e la Thailandia. Le strade al di fuori dei centri più grandi non sono in bellissime condizioni, soprattutto al nord, dove i tempi di percorrenza diventano abbastanza lunghi. In alternativa potete rivolgervi alla stazione dei minibus di Naluang e prenotare il viaggio verso la vostra destinazioni con un gruppo di poche persone: sono previste soste per il pranzo e per fare fotografie e i tempi di percorrenza saranno ridotti.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Dario ha detto:

    Quest’anno sarei dovuto andare in Vietnam e la meta successiva sarebbe stato proprio il Laos… slitterà tutto di un anno ahimè. Il fascino di certi luoghi dell’Asia è unico, difficile da raccontare ma il tuo articolo ha saputo trasmetterlo, dando anche qualche prezioso consiglio utile. Grazie Elisa, me lo salvo per quando verrà il mio momento 🤗❤️

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    1. Lisoladielisa ha detto:

      Grazie Dario! Mi rende triste non poter organizzare un viaggio in Asia… Io sarei andata in Cina a novembre…. Il Vietnam è molto bello ma il Laos… Il Laos rimarrà sempre nel mio cuore

      Piace a 1 persona

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