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14 isole Europee da scoprire

Isole tropicali, artiche, ventose, deserte, glamour, irraggiungibili. L’Europa le ha tutte, di ogni forma e dimensione, alcune di fama mondiale, altre conosciute da pochissimi ma tutte da scoprire. A volte ospitano solo un faro, a volte sono parchi nazionali protetti. Ci sono isole misteriose e ricche di fascino, isole meta del jet-set mondiale, isole vulcano, isole ricoperte interamente di ghiaccio.

Fare un viaggio su un’isola significa disconnettersi completamente dalla terraferma e – in un certo senso – dal mondo conosciuto. Un’isola muta la sua forma nel tempo, si muove, cresce, si sposta. E’ per questo che spesso le isole sono ricche di leggende antiche che ne raccontano la nascita… o la sparizione.

Pensiamo ad esempio al mito di Atlantide, isola leggendaria sprofondata negli abissi che secondo Platone si trovava oltre le Colonne d’Ercole e dunque identificabile probabilmente con Madeira. Altri studiosi identificarono nell’isola di Cipro i resti della misteriosa città; altri ancora provarono a dimostrare che si trovasse in Sardegna o addirittura alle Bahamas.

A me piace immaginare Atlantide nel profondo blu dell’Egeo, tra Santorini e Creta, sprofondata nel mare a seguito dello scoppio del vulcano di Thera nel 1450 a.C.

Ci sono poi le isole citate da Omero nell’Odissea e raggiunte da Ulisse durante il suo lungo viaggio e le isole del nord legate alla mitologia celtica.

Non possiamo tralasciare le isole che spuntano dalle acque placide dei laghi. Un esempio su tutti le nostrane e stupende isole Borromee; Monte Isola sul lago d’Iseo, l’isola lacustre abitata più grande d’Europa; l‘isola finlandese di Saamininsalo con la sua superficie di ben 1069 km2.

Ci sono poi le isole di fiume, piccole ma estremamente affascinanti come l’iconica Ile de la Citè in pieno centro a Parigi o l’isola del Liri, in provincia di Frosinone, caratterizzata da una splendida cascata di 30 metri.

Non so voi ma io ho una vera e propria passione per le isole! Per render loro omaggio ho chiesto aiuto alle Travel Blogger Italiane che mi hanno aiutato con i loro contributi a far conoscere isole poco note o a mostrare aspetti insoliti delle isole più famose.

Ecco a voi 14 isole europee da scoprire!

Isola di Amrum – Germania

L’isola di Amrum, sul mare del Nord, fa parte delle Isole Frisone Occidentali. È un’isola tedesca, che si trova vicino al confine con la Danimarca ed è circondata dal Parco Nazionale del Wattenmeer dello Schleswig-Holstein. Ad Amrum non si va per nuotare e per prendere il sole in costume, il clima è generalmente fresco e l’aria è frizzante!

Passeggiare sull’isola ammirando i paesini tipici frisoni, le brughiere e le spiagge bianche tipiche del mare del Nord, andare in bicicletta o in barca e praticare il trekking nel fango sono tra le attività da fare.

Questa attività è tipica della Frisia e consiste nel compiere percorsi escursionistici nelle zone lasciate libere dal mare, durante i periodi di bassa marea. In particolare, il percorso principale che si snoda dall’isola di Amrum permette di raggiungere a piedi l’isola di Föhr e di tornare poi ad Amrum in traghetto.

Per fare il trekking nel fango è assolutamente necessario rivolgersi ad una guida esperta che conosca perfettamente le maree ed i percorsi.

La parte interna dell’isola è formata da dune su cui passeggiare: la duna più grande dell’isola misura 32 metri. Un luogo senza tempo dove godersi l’aria fresca del mare del Nord e panorami straordinari dominati da leggeri colori pastello.

Anche la spiaggia è molto interessante. Se decidete di raggiungere il mare partendo dal paesino di Wittdün, dovrete camminare sulla sabbia almeno mezz’ora prima di raggiungere l’acqua. Ne vale però assolutamente la pena.

Infine, per vedere il lato più selvaggio ed incontaminato di Amrum, bisogna raggiungere il villaggio di Norddorf e la sua distesa di sabbia chiamata Kniepsand. E con un po’ di fortuna riuscirete a vedere esemplari di foca grigia proprio sulla spiaggia!

Valentina Munich Magazine

Isole Aran – Irlanda

Affacciate sulla baia di Galway, in mezzo al blu dell’Oceano Atlantico, ci sono 3 isolette che fanno parte del territorio irlandese: Inis MorInis Meain e Inis Oirr. Queste sono le bellissime Isole Aran.
Per raggiungerle si può partire in traghetto dalla Baia di Galway (per arrivare su Inis Mor) o dalle Cliffs of Moher (per arrivare su Inis Oirr).
Il viaggio è breve e con buona fortuna si riescono a vedere anche i delfini.
Su queste terre potrete perdervi nei colori vividi e brillanti della natura irlandese che sono certa vi resteranno negli occhi e nel cuore.
Inis Mor, è la più grande delle Isole Aran, e per visitarla si può scegliere tra il calesse, la bicicletta, un piccolo bus o passeggiando.
Al porto troverete tutti questi mezzi ad aspettarvi per guidarvi con dolcezza tra i panorami e i sentieri dell’isola.
A Inis Mor c’è una spiaggia dove vengono a riposarsi i leoni marini, visibili a occhio nudo o con binocoli a disposizione.
Sul punto più alto dell’Isola si trova il vecchio Forte di Dun Aonghasa che affaccia su una scogliera mozzafiato.
Più in basso si trova invece il Wormhole, una piscina naturale di forma rettangolare, scavata dalla forza dell’Oceano Atlantico.
Vi consiglio una fresca pinta appena spillata di Guinness, la birra irlandese per eccellenza, prima di proseguire il viaggio verso la seconda isola.
Inis Meain è l’isola meno popolata delle 3 e nei suoi 9 km2 di superficie conta meno di 200 abitanti.
Anche su quest’isola, in mezzo a tanto verde, ci sono i resti di due Forti di pietra: Dun Fearbhai e Dun Conchuir.
E un piccolo luogo di cultura: la casa museo dove il drammaturgo irlandese John Millington Synge amava passare l’estate.
Questa è l’isola meno turistica delle 3 soprattutto perché non è collegata direttamente alla terra ferma, ma non per questo meno bella.
Non ci resta che scoprire la più piccola delle Isole Aran: Inis Oirr.
Una superficie di 8 km2 scintillanti di verde smeraldo e bellezze da non perdere.
Una di queste è il grazioso Fromna Village con i suoi caratteristici cottage dal tetto di paglia. Ma anche la chiesa sulla spiaggia (o quel che ne resta), e la curiosa abitudine degli abitanti del posto che ogni anno tentano di dissotterrarla dalla sabbia visto che il pavimento è sprofondato sott’acqua. E ancora il  Caislean Ui Bhriain, un altro suggestivo castello in pietra.
Il viaggio alle Aran è finito ma ho ancora due curiosità da svelarvi e che non sarà difficile non notare una volta qui. Alle Aran la prima lingua non è l’inglese ma il gaelico, fateci caso sentendo parlare gli abitanti delle isole.
L’altra curiosità sono i tradizionali maglioni di lana delle Isole Aran, famosi in tutto il mondo e che oltre ad essere caldissimi hanno una propria storia da raccontare.
Includete le Isole Aran al vostro viaggio in Irlanda e non ve ne pentirete.

Fabiana Carolinavaincittà

Isola di Seurasaari – Finlandia

Sono diverse le capitali nordiche che possiedono delle isole all’interno dei loro confini: Stoccolma, Oslo, Copenaghen, Helsinki. Un luogo che mi ha colpito particolarmente è  l’Open-air Museum sull’isola di Seurasaari.

Si tratta di un museo all’aria aperta che accoglie ottantasette antichi edifici finlandesi degli ultimi quattro secoli, provenienti da ogni angolo del Paese. Ci sono abitazioni, manieri, fattorie e gli immancabili mökki (i tradizionali cottage in cui i finlandesi trascorrono le vacanze) in un percorso immerso nella natura nordica.

All’interno delle abitazioni del museo troverete donne e uomini in costumi tradizionali, pronti a raccontarvi la storia del luogo che state visitando.

Ma non è finita qui. A Seurasaari ci si va anche per fare una passeggiata o per prendere il sole: ci sono spiagge incantevoli con scoiattoli e papere che scorrazzano liberi tra gli alberi e laghetti. Vi garantisco che il traffico, lo stress e i problemi della vita reale a Seurasaari diventeranno solo un lontano ricordo.

E se volete partecipare ad una festa finlandese, visitate Seurasaari nel periodo natalizio o a giugno.

Seurasaari si trova a nord-ovest della capitale e si raggiunge attraversando un ponte di legno bianco, il Seurasaaren silta. Ci si arriva dal centro di Helsinki con l’autobus n°24. Una volta arrivati sull’isola si può scegliere se entrare sull’isola gratuitamente oppure visitare il museo, acquistando un biglietto che comprende l’ingresso in tutti gli edifici. Andateci e non ve ne pentirete!

Anna Profumodifollia

Corsica – Francia

A piedi cammino. In macchina viaggio. In moto sogno.

È questo lo spirito con cui si deve affrontare un viaggio in Corsica. Scoprire la Corsica in moto è una sensazione indescrivibile: il vento che ti soffia fra i capelli, i profumi dei fiori e della fitta vegetazione, il cielo blu contornato da nuvole bianche sopra la testa. L’isola è tranquillamente visitabile anche in auto, tenendo però conto che nel periodo di alta stagione si potrebbe incontrare qualche rallentamento nelle località più gettonate.

Una delle cose che amo maggiormente della Cosica è che non c’è bisogno di pianificare con estrema minuzia i luoghi da visitare; un viaggio on the road è bello se fatto all’insegna dell’avventura, facendosi trasportare dalle sensazioni e dal sesto senso. In ogni caso, partire informati è sempre utile, soprattutto segnandosi alcuni dei luoghi imperdibili. La Corsica infatti non è solo acqua cristallina, sabbia, spiagge e sole 24H! L’isola è dotata anche di un ricco entroterra, fatto di monti, siti archeologici e borghi caratteristici. Quando si percorrono le strade interne bisogna procedere con cautela anche perché si possono incontrare maiali che riposano tranquilli a bordo strada…

Una delle mete più entusiasmanti è sicuramente il Plateau du Coscione, situato a 1500 metri di altitudine, dove è possibile fare meravigliose escursioni e godere di momenti e di realtà diverse dal resto dell’isola, tra mucche che pascolano, maiali e cavalli che corrono liberi.

Profumi, sapori e panorami che conquistano fin dal primo giorno.

Veronica Oggidoveandiamo

Santorini – Grecia

L’isola di Santorini è piccola ma molto famosa. Questa località della Grecia richiama ogni anno migliaia di turisti attratti dalla sua fama. Si dice infatti che quest’isola sia una delle migliori mete al mondo per ammirare i tramonti. In effetti la sua notorietà è giustificata, ma a Santorini non ci sono panorami da ammirare all’imbrunire.

Cosa vedere a Santorini

L’isola di Santorini è di origine vulcanica, quindi la maggior parte delle sue spiagge sono caratterizzate dalla sabbia nera. Fa eccezione la famosa Red Beach che come dice il suo nome, è dominata da una scogliera rossa davvero suggestiva.

I villaggi di Santorini

La capitale di Santorini è Fira, un piccolo borgo di case bianche e tetti azzurri in cui si concentra il divertimento dell’isola. Però i tramonti più belli si vedono sicuramente da Oia, un altro villaggio posto sulla punta più a nord dell’isola di Santorini. Il punto panoramico perfetto, per ammirare il tramonto a Oia, è sicuramente il castello veneziano gremito di persone già un’ora prima del tramonto. Oia non è solo tramonti: in questa bella località si può visitare l’Atlantic Books, la libreria che il giornale britannico “The Guardian” ha inserito tra le 10 librerie più belle del mondo. Poi c’è il porto di Ammoudi che si raggiunge dal centro di Oia percorrendo una ripida scalinata.

Se cercate altri tramonti mozzafiato, sono tanti i punti dell’isola da cui ammirarli, come Imerovogli dove si trovano anche le rovine della Fortezza di Skaros.

Storia e cultura a Santorini

Se invece vi interessano di più i panorami e la cultura, li troverete entrambi raggiungendo la cima del monte Mesa Vouno dove si trovano i resti dell’antica città di Thira; oppure potete visitare il sito archeologico di Akrotiri, davvero ben conservato. Per scoprire un museo alternativo, vi consiglio il Museo Industriale del Pomodoro a Vlychada, che rende omaggio ad uno dei prodotti più importanti dell’isola, il pomodorino di Santorini.

Visto che si tratta di un’isola di origine vulcanica, vale la pena visitare la caldera, ovvero la bocca di un vulcano sommerso dal mare che ha dato origine alle isole di Santorini, Nea Kameni, Palia Kameni, Aspronisi e Thirasia. Nea Kameni è un luogo unico che ospita il Parco naturale geologico nazionale di Nea Kameni, ma l’isola che mi ha rubato il cuore è Thirasia, un piccolo paradiso in terra.

Il fascino di Santorini mi ha piacevolmente stupita, lasciando in me il ricordo di una vacanza rilassante e dal il ritmo lento in cui scoprire ogni giorno spiagge, villaggi e nuovi tramonti.

Elisa Unviaggioinmente

Fuerteventura – Spagna

L’isola di Fuerteventura è la seconda più grande dell’arcipelago Canario il quale, pur appartenendo amministrativamente alla Spagna, dista meno di 100 chilometri dalle coste africane.

Ed in effetti è proprio all’Africa che penserete quando, dopo aver lasciato l’aeroporto di Puerto del Rosario, vi dirigerete verso nord.

Qui, vi ritroverete letteralmente circondati da una distesa di dune dorate che vi accompagnerà fino al comune di Corralejo.

Si tratta del Parco delle Dune di Corralejo e si estende per ben 10 chilometri lungo la costa di Fuerteventura e 2,5 chilometri verso l’entroterra.

Potete parcheggiare la vostra auto sul ciglio della strada statale FV-1 e avventurarvi tra queste montagne di sabbia fine e dorata oppure fare un bagno tra le fresche acque dell’oceano Atlantico.

Vedete quell’isoletta che si staglia, oltre gli aquiloni e i windsurf che popolano il litorale?

È la Isla de Lobos, letteralmente: l’isola dei lupi. È possibile visitarla in giornata, prenotando un tour in barca in partenza dal porto di Corralejo. Se cercate un angolino di tranquillità, questo è il posto che fa per voi (quest’isola è disabitata, meglio di così?!).

Se vi piacciono le spiagge ampie, anche il Sud dell’isola di Fuerteventura vi conquisterà.

Raggiungete Playa de Sotavento e provate a immaginare quanto possa essere estesa questa spiaggia. Immaginate: è lunga ben 9 chilometri! Si tratta del paradiso dei surfisti ma è un idillio anche per i cultori delle passeggiate in riva al mare.

Se infine amate i luoghi impervi e selvaggi, raggiunte la spiaggia di Barlovento, all’estremità meridionale dell’isola: penso sia il luogo più incontaminato di Fuerteventura.

Una curiosità: lo sapete che a Fuerteventura c’è una spiaggia ricoperta di Popcorn?!

In realtà sono frammenti di coralli portati a riva dalle onde dell’oceano. Non potete non fare una sosta qui a scattare qualche foto.

Che dire, non mi resta che augurarvi buon viaggio!

Libera Liberamentetraveller

Islanda

Un viaggio su un‘isola popolata da creature invisibili, pulcinelle di mare, balene e foche? Direzione Islanda per immergersi in paesaggi lunari e incontaminati …l’isola dalla terra viva. Ideale da visitare in estate (per godere del sole di mezzanotte!) o in autunno/tarda primavera (periodo delle aurore boreali) l‘isola si presta bene ad un road trip lungo la Ring Road, la strada che ne collega circolarmente tutte le parti. Questo percorso regalerà ogni giorno panorami molto diversi tra loro: dalle cascate imponenti (Godafoss, Skogafoss, Seljalandsfoss con la sua vicina cascata nascosta, Gljufurarfoss, etc.) ai promontori con vista mozzafiato sul mare (Dyrholaey è il più sensazionale!), alle atmosfere vulcaniche, le zolfatare, i ghiacciai e le lagune, senza tralasciare le meritate pause relax nei bagni termali, di cui quello di Myvatn, il più amato dagli islandesi.

Numerosi sono i trekking e le escursioni da poter fare nelle aeree naturalistiche, senza o con guida, in base alla difficoltà del percorso (per l’escursione sui ghiacciai è necessaria la guida). Da non sottovalutare le gite in barca per vedere gli animali liberi nel loro habitat naturale come le foche nella laguna dello Jokulsarlon o le balene a Husavik.

La capitale Reykyavik è una città molto piccola che permette di fare un tuffo nella poliedricità della cultura islandese: la cucina locale, lo street art, l’hygge nordico e lo stile di vita dell’isola raggiungono la loro massima espressione in una cittadina in cui architetture moderne sposano e si amalgamano con quelle dei villaggi nordici in modo armonioso. Ma è fuori città che la magia avviene: dai fenomeni naturalistici, alle pagnotte di pane cotte col calore della terra, ai racconti sugli elfi che determinano dove debbano passare le strade. L’Islanda è davvero un‘isola misteriosa, la cui anima multi sfaccettata, si assapora lentamente, chilometro dopo chilometro.

Carlotta Piccoleavventuredifamiglia

Formentera – Spagna

Un’isola per gli amanti del mare e per appassionati di tramonti, dove la vita si concentra sulle spiagge o negli ottimi ristoranti disseminati sull’isola.

Qui il mare è veramente spettacolare, limpido e trasparente. I colori dell’acqua spaziano dal turchese all’azzurro e creando varie gradazioni di colore.

Formentera è l’isola più piccola delle Baleari ed è facilmente raggiungibile dall’Italia con un volo su Ibiza, da lì con un traghetto o un aliscafo in poco tempo si arriva su questa piccola isola spagnola di soli 20 km.

Una volta giunti dovrete procurarvi uno scooter, il mezzo ideale per girare in modo agile e veloce l’isola. L’esplorazione non può che iniziare dalle spiagge: Ses Illetes, Migjorn, Cala Saona, Es Pujol, Calò des Mort, ognuna ha le sue caratteristiche ma tutte accomunate da questo mare da favola. Le spiagge alternano tratti attrezzati con lettini ed ombrelloni ad altri liberi, sono piuttosto affollate in alta stagione ed è consigliabile andare presto al mattino, ma in ognuna sono presenti luoghi di ristoro spesso anche molto suggestivi e alla moda.

Assolutamente da non perdere poi il rito del tramonto in qualche chiringuito in spiaggia come il Pirata Bus, uno dei più noti dell’isola o Chez Gerdi il locale simbolo di Formentera.

Ma Formentera non è solo spiagge. Ci sono tanti angoli da scoprire come i fari posti nei vari angoli dell’isola che come custodi la proteggono, i mercati dal gusto hippie come quello di La Mola, i meravigliosi paesini bianchi come San Francisco Xavier, ricco di boutique glamour e al tempo stesso alternative.

E’ proprio l’aria che si respira che fa di a Formentera un luogo easy chic: selvaggia quanto basta da essere apprezzata per il valore naturalistico e paesaggistico ma allo stesso modo ricca di locali e ristoranti cool che la rendono una delle mete più blasonate del Mediterraneo.

Arianna Tropicalspirit

Lanzarote – Spagna

Se penso a un’isola che mi ha rapito il cuore non posso non pensare a Lanzarote. Non c’è, fra le isole visitate finora, un’altra che ha colpito così il mio sguardo. Non con il suo mare cristallino ed il cielo azzurro come ci si potrebbe aspettare da un’isola. Quello che colpisce di Lanzarote è il suo aspetto primordiale, grezzo, quasi lunare.

Lanzarote è la forza prorompente della natura contro cui l’uomo niente può. Feriscono lo sguardo le lande di terra nera e marrone scuro ricoperte dalle colate laviche delle ripetute eruzioni che hanno devastato l’isola a partire dal 1730. Spaventano le bocche dei vulcani conici del Parco del Timanfaya.

Sono poesia però le piante dei licheni che riescono a germinare anche il quel terreno senza vita e quasi brillano nel loro verde a contrasto con la terra scura.

Sono stupore i vigneti della zona di La Geria dove i viticoltori si sono inventati una tecnica unica al mondo per contrastare il terreno lavico ed il vento.

Lanzarote mostra tutta la sua energia nelle onde dell’oceano che sbattono senza sosta nelle bellissime scogliere del sud. Nel vento impetuoso che soffia quasi tutto l’anno.

Ti mostra un progresso possibile anche senza deturpare la natura nei suoi villaggi tutti rigorosamente bianchi e con le imposte verdi. Come ha voluto Manrique, l’architetto che l’ha amata con tutto se stesso ed ha dedicato la sua vita a proteggerla dallo scempio edilizio non consentendo altri colori nelle costruzioni, né cartelli pubblicitari lungo la strade. L’artista ha creato bellissime opere architettoniche e scultoree per mostrare al mondo come le opere dell’uomo possono legarsi alla natura senza recare danno ma aggiungendo bellezza. Meravigliosa la sua casa, la sua fondazione, i belvederi e le sue fantasiose strutture disseminate nell’isola che girano con il vento.

Davvero niente a Lanzarote è scontato e già visto altrove. È un’isola unica che non potrete dimenticare mai più!

Federica  Mytravelplanner

Isola Texel – Paesi Bassi

Texel, un‘isola delle Frisone Occidentali, è una rinomata meta turistica per chi cerca una vacanza a contatto con la natura. Il modo migliore per visitarla è in bicicletta così da poter percorrere molti sentieri costieri che passano accanto alle dune e agli stagni con acque salmastre.

Come un po’ in tutti i Paesi Bassi le piste ciclabili sono capillari per cui si possono pianificare degli itinerari personalizzati che tocchino anche i maggiori centri abitati.

Una delle zone più interessanti dal punto di vista naturalistico è quella di De Muy, nei pressi di De Koog, dove si trova il Parco Nazionale delle Dune di Texel che per gran parte può essere visitato solo a piedi costeggiando il litorale.

L’isola di Texel è una continua scoperta e ogni zona offre paesaggi diversi: boschi, prati con le pecore al pascolo, lagune e dune e gran parte della costa scende dolcemente a formare una spiaggia sabbiosa che sembra senza fine.

I turisti olandesi e dei paesi vicini vengono in questi lidi attrezzati a godersi la bellezza e la tranquillità del luogo.

Negli stagni arrivano ogni anno uccelli migratori ma molti sono quelli stanziali. Gli appassionati di birdwatching trovano molte postazioni con passerelle che arrivano nelle zone più adatte per gli avvistamenti.

Vicino al faro di Eierland si apre lo stagno di Renvogelveld che ha dimensioni molto ridotte rispetto all’enorme pianura costiera dove si trova De Slufter. Qui si potrebbe passeggiare per ore attorno alla laguna per ammirare il paesaggio che a prima sembrerebbe monotono ma riserva molte sorprese. Camminando tra le dune si coglie la bellezza del luogo con una vegetazione che ama il sale come la lavanda di mare e il finocchio marino che fioriscono in mesi diversi rendendo sempre unico il paesaggio.

Un occhio attento può anche trovare conchiglie fossili risalenti al periodo Eemiano, quello precedente all’ultima glaciazione.

Stefania Girovagandoconstefania

Azzorre – Portogallo

Sao Miguel

Nel bel mezzo dell’oceano Atlantico a circa 2 ore e mezza di volo da Lisbona o da Porto si trovano le isole Azzorre che fanno parte del Portogallo. La più grande è Sao Miguel, la cui città principale, Ponta Delgada, funge anche da centro amministrativo delle Azzorre.

La prima cosa che colpisce di Sao Miguel, e delle Azzorre in generale, è il loro clima estremamente variabile e soggetto alle correnti atlantiche: si dice che su queste isole si possano vivere 4 stagioni in un giorno ed in effetti è davvero così. Ci è capitato più volte di uscire dall’alloggio col sole e poi trovarci nella pioggia e puntualmente vedere rispuntare il sole dopo pochi minuti.

Il clima, nonostante la sua variabilità, resta sempre mite e raramente scende sotto i 12/13 °C ed è stato questo che ci ha spinto a raggiungere Sao Miguel per trascorrere una settimana a capodanno.

La vegetazione e la natura di Sao Miguel sono tra le cose più particolari: le coltivazioni includono prodotti molto diversi da quelli che troviamo sulla ‘terraferma’ europea come ananas, banane e tè. La sua origine vulcanica rende la terra estremamente fertile e ha creato paesaggi davvero peculiari con la presenza di diversi laghi tondi formatisi in crateri di vulcani spenti.

Una delle attività che più vi consiglio di fare a Sao Miguel è il trekking – tra i percorsi da non perdere quello delle Sete Cidades, quello per raggiungere la Lagoa do Fogo ed un meraviglioso trekking (alla portata di tutti) tra le piantagioni di tè di Cha Gorreana. Mi raccomando di intraprendere qualsiasi percorso con una scarpa tecnica impermeabile ed una giacca a vento, che sicuramente vi troverete a togliere ed a rindossare più volte a seconda della variabilità del clima.

E dopo aver camminato tanto, cosa c’è di meglio di un bel bagno nelle acque termali calde? Non perdetevi un tuffo alla Caldeira Velha ed un giro alla Valle di Furnas dove potrete fermarvi per un tuffo al Parque Terra Nostra. Noi abbiamo alloggiato 2 notti a Furnas in un hotel con la spa termale: un piccolo lusso davvero memorabile!

Come piatti tipici da non perdere non posso che consigliarvi il cozito, uno sfufato di verdure e carne, cotto i enormi pentoloni nelle “caldeiras” ovvero le fumarole della valle di Furnas.

Mi raccomando di lasciare uno spazietto nel bagaglio per qualche confezione di tè che potrete acquistare direttamente allo stabilimento di Cha Gorreana.

L’isola di Sao Miguel merita davvero un viaggio e la sua diversità mi è rimasta davvero nel cuore.

Anna Poshbackpackers

Terceira

Terceira è un‘isola ricca di sentieri e cammini dove la natura ancora incontaminata la fa da padrona.

Ecco alcune tra le attività più interessanti da non perdersi.

  • Trekking Monte Brasil 

Si tratta di un trekking di 7,4 km lungo il quale si incontrano moltissimi punti panoramici con panchine e staccionate dove potersi sedere e godere della vista.

La formazione del Monte Brasil fu il risultato di varie eruzioni del vulcano Guilherme Moniz, un grande vulcano centrale dell’isola di Terceira, difficile da identificare a causa delle successive eruzioni e colate laviche.

ll percorso è ben segnalato e adatto ad adulti e bambini.

  • Trekking Serreta

Questo percorso, lungo circa 7km, inizia dalla Canada das Fontes, a Serreta, nella zona ovest di Terceira.

Si inizia salendo per un tratto asfaltato di 100 metri, girando poi a sinistra, su una strada di terra vulcanica rossastra.

Il percorso è ben segnalato e in men che non si dica vi ritroverete in un bosco di pitosfori e Juniperus brevifoli.

  • Trekking Rocha di Chambre

E’ un percorso circolare lungo circa 8,8 km e raggiunge un’altitudine di 700 metri.

E’ consigliabile farlo nei giorni di ottima visibilità in modo da godere a pieno della vista una volta arrivati in cima.

  • Off-road con direzione Agualva

Per arrivare ad Agualva è possibile fare un off- road davvero meraviglioso in mezzo ad una foresta rigogliosa. Una volta giunti a destinazione si inizia un trekking verso una cascata naturale dove fare un bagno rigenerante.

I colori e la lucentezza della vegetazione, il rumore della cascata, il cielo di un blu intenso… mi sono davvero sentita parte di un disegno perfetto!

  • Trekking Baias Agualva

Il trekking Baias Agualva è un percorso costiero panoramico lungo circa 4 km e offre la possibilità di ammirare dall’alto le scogliere basaltiche a picco sull’Oceano.

 

 

Dove dormire a Terceira

Hotel Cruzeiro – Rua Nova Nr. 1 , 9700-132 Angra do Heroísmo +351 295 249 360 geral@hotelcruzeiro.com (link https://hotelcruzeiro.com/ ) Prezzo a camera ottenibile tramite Rui Filipe Campos Moreira Da Silva (Azores Xperience).

Come arrivare a Terceira

Non esistono traghetti o navi regolari dalla terraferma che raggiungano l’arcipelago, quindi in sostanza l’unico modo per raggiungere queste isole è in aereo.

Le isole dell’arcipelago delle Azzorre sono collegate con l’Europa, il Nord America e il Canada grazie ai voli delle compagnie aeree TAP Portugal e SATA Air Azzorre.

Non vi sono ad oggi voli diretti tra l’Italia e le Azzorre ma la TAP AIR PORTUGAL offre voli con scalo a Lisbona.

Da qui poi partono voli che raggiungono o Ponte Delgada, sull’isola di São Miguel oppure in alta stagione voli con direzione Terceira.

Quando andare a Terceira

Le Isole Azzorre godono di un clima mite tutto l’anno ad ogni modo il periodo migliore per visitarle è sicuramente da Giugno ad Agosto.

Sara Blondetraveling

Isole Ebridi – Scozia

Le Ebridi Interne sono un arcipelago al largo della costa occidentale della Scozia e racchiudono 35 isole abitate e 44 isole non abitate.

Queste isole sono affacciate sull’oceano e sono formate da grandi scogliere e baie sabbiose che regalano un paesaggio incantevole.

Per effettuare la visita giornaliere in questo gruppo di isole si può un tour in partenza da Oban, una cittadina molto deliziosa di pescatori, utilizzando la compagnia West Coast Tour, il cui ufficio si trova all’angolo di Queen’s Park.

Il giro comprende cinque tratte per le tre isole con il traghetto/barca e l’attraversamento a/r in bus dell’Isola di Mull. Le partenze dal porto di Oban (nel 2019) erano due, alle 7,30 o alle 9,50. Il traghetto in partenza da Oban è della compagnia di navigazione Caledonian Mac Brayne (traghetto grande, comodo e con servizi igienici).

Dopo 45 minuti si raggiunge l’isola di Mull in località Craignure dove si prende un bus che porta fino a Fionnphort.

Isola di Mull

L’attraversamento dell’isola dura un’ora e mezza senza fare fermate ma l’autista fa anche da guida illustrando le caratteristiche e la storia dell’isola.

Il territorio è caratteristico: si attraversano glen (colline) e loch (laghi) di un verde intenso piene di brughiere e pascoli. La strada che attraversa l’isola non è molto larga per questo ci sono tante piazzole di scambio (passing place) che permettono di fermarsi per fare transitare il mezzo che giunge nel senso opposto.

Dal piccolo porticciolo di Fionnphort si prende una piccola barca che porta prima sull’isola di Staffa e poi sull’Isola di Iona, entrambe le isole si visitano in autonomia.

Isola di Staffa

Visitare questa isola è una esperienza unica e indimenticabile. E’ piccola e disabitata, ricoperta da un manto verde e ha due caratteristiche che la rendono unica nel suo genere. Le maestose Fingal cave sono grotte formate da colonne di basalto esagonali presenti su tutto il perimetro dell’isola. Inoltre Staffa è un paradiso per gli uccelli marini:  infatti su questa isola si trova una colonia di puffin, o pulcinella di mare, piccoli uccelli neri col petto bianco, le ali sono corte e hanno un grosso becco coloratissimo!

Isola di Iona

Esistono luoghi al mondo impossibili da non amare. A mio parere l’isola di Iona è uno di questi, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Iona, è una piccola isola al largo di Mull; ha piccole dimensioni, 1.6 km per 5.6 km e il punto più alto misura 101 metri. La barca arriva nel porticciolo di Baile Mòr, un piccolo centro abitato con piccole casette affacciate su una spiaggia bianchissima. Inoltre sono presenti piccoli negozi di souvenir, di artigianato locale, un supermercato e un ristorante.

Nelle due ore a disposizione per conoscere l’isola è possibile passeggiare lungo l’unica strada che percorre l’isola, ammirando i piccoli orti, protetti dai muretti di pietre a secco.

Da visitare:

  • i resti del “The Nunnery“, un antico convento che ospitava monache agostiniane, fondato nel 1230 d.c. quando fu edificata l’Abbazia benedettina di Iona (1230 d.C.), rimasto in attività fino alla metà del 1500.
  • La croce celtica scolpita nella pietra, detta di Mc Lean
  • Il Cimitero e la St. Oran’s Chapel. Questa era la cappella funeraria dei signori delle isole, la famiglia MacDonald; è stata costruita nel 1100 ed è la più antica struttura intatta di Iona.
  • L’Abbazia benedettina di San Columba, edificata sui resti di quello che era il monastero originario fondato nell’anno 563 da San Columba, re e monaco che giunse dall’Irlanda. L’accesso al complesso abbaziale è a pagamento.

Queste isole sono assolutamente da visitare e magari dedicare alcuni giorni in più per assaporare i paesaggi che questa magnifica terra offre.

Naturalmente il tour si può fare anche in autonomia, acquistando i biglietti direttamente al porto di Oban e con più tempo a disposizione si può soggiornare anche sulle isole, Mull e Iona hanno strutture alberghiere e b&b per l’accoglienza dei turisti.

Cristina Vidoiltiro