MILOS: L’ISOLA DI VENERE

Le isole greche hanno un fascino magico. La loro storia intreccia leggende e misteri e il forte legame con la mitologia crea in certi luoghi un’atmosfera suggestiva che sembra di trovarsi fuori dal tempo. Milos, la signora elegante delle Cicladi, non tradisce questa aspettativa. Qui, nel 1820 venne ritrovata da un contadino (ma a me piace pensare che emerse dalle acque) la Venere di Milo, la celebre statua di marmo bianco ora conservata al Louvre; poco distante si erge maestoso con una vista mozzafiato l’antico teatro del periodo romano (I-IV secolo a. C), ben conservato e visitabile gratuitamente (si trova nei pressi di Plaka e Tripiti).

Non lontano si possono visitare con un piccolo contributo le Catacombe: vi si accede con una guida e il percorso è breve ma interessante.

COME ARRIVARE:

Milos non è collegata direttamente con l’Italia. Noi abbiamo scelto di volare su Atene poiché non ci eravamo mai stati e poi abbiamo preso un breve volo interno con Olimpic Air che in 40 minuti ci ha portato a destinazione. L’alternativa é arrivare a Santorini (con easyjet, Blue Panorama o Ryanair) e prendere il traghetto; se scegliete la seconda opzione valutate bene il tempo a disposizione soprattutto al ritorno per evitare di perdere il volo, poiché i traghetti sono spesso i ritardo!

LE SPIAGGE (TANTE, TANTISSIME SPIAGGE):

Si dice che Milos abbia piu’ di 70 spiagge, alcune delle quali pero’ accessibili solo in barca o tramite percorsi sterrati (e in certi casi impraticabili) lunghi e faticosi. Per visitare l’isola è necessario disporre di un mezzo e attenzione che se noleggiate un’auto non vi sara’ permesso visitare le zone piu’ impervie; dunque vi consiglio un fuoristrada o un quad. Noi abbiamo optato per un Jimny scassatissimo e con le gomme lisce che oltre a slittare a ogni curva ci ha lasciato a piedi di notte … credo comunque che il quad sia la soluzione piu’ pratica nonostante le distanze siano considerevoli.

Ci sono spiagge un po’ per tutti i gusti: sabbia, sassi, attrezzate, libere, riparate, baciate del vento; su alcune spiagge ci sono chioschetti e taverne, ma dimenticatevi la musica a palla di Mykonos e il sushi sotto l’ombrellone, Milos non è un’isola famosa per la movida: è un luogo per intenditori, per amanti della storia e della cultura greca, dove il tempo a volte sembra essersi fermato, dove molti ancora non parlano una parola di inglese ma è con i sorrisi che si fanno capire. Qui non arrivano le immense navi da crociera e se guardi il mare vedi solo qualche isoletta di fronte punteggiata da villaggi bianchi. A Milos ti ritrovi a cenare nelle taverne insieme ai pescatori e i bambini del posto giocano rincorrendo le galline. A Milos a volte il silenzio è rotto solo dal Meltemi …. e dalle capre abbarbicate sulla roccia a picco sul mare.

Ma basta poesia, ecco di seguito la nostra personale top list delle migliori spiagge!

SARAKINIKO non è proprio una spiaggia ma un insieme di formazioni di roccia bianca levigata dal vento e dall’acqua che crea un paesaggio lunare e assolutamente unico. E’ bello perdersi tra le grotte e i canyon per fotografare strani effetti di luce per poi trovarsi a fronteggiare un mare sempre agitato. Il momento migliore è andarci la mattina presto o al tramonto perché il sole crea giochi di luce particolari anche se è sempre abbastanza affollata.

TSIGRADO è forse la spiaggia nel luogo piu’ impervio della storia. Scherzi a parte, scenograficamente è forse la piu’ bella e la piu’ indicata per lo snorkeling poiché si susseguono scogliere altissime e calette minuscole. Per accedervi pero’ bisogna attaccarsi a una corda e scivolare giu’ per qualche metro all’interno di un piccolo canyon. In fondo c’è una traballante scala a pioli che porta alla piccola spiaggia. L’acqua ha un colore che sfuma dal trasparente al verde smeraldo e sembra proprio di tuffarsi in un Eden … peccato che per risalire ci siano voluti quasi 20 minuti visto che si passa uno per volta e il traffico in discesa è abbastanza intenso!

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FIRIPLAKA è una bella, lunga, sabbiosa spiaggia con un mare cristallino. Guardandola dall’alto del promontorio si apre in tutto il suo splendore. Nella prima parte, la piu’ frequentata, ci sono ombrelloni e un chioschetto ma proseguendo dopo lo scoglio la spiaggia è decisamente piu’ tranquilla (e frequentata da naturisti). Da qui si puo’ nuotare qualche metro e raggiungere la vicina spiaggia di Provatas.

PALEOCHORI è una spiaggia particolare caratterizzata da mille colori: la presenza di miniere nella zona e l’attività vulcanica hanno donato alla roccia sfumature che vanno dal giallo al violaceo, dal verde al rosso rubino. La spiaggia è lunga e ampia, fatta di sassolini e ciottoli, incastonata tra una mare limpido e alte scogliere.

 

AGIA KYRIAKI è adatta soprattutto a famiglie perchè è facilmente raggiungibile e il mare degrada dolcemente. E’ abbastanza affollata e per trovare un po’ di ombra sotto le tamerici bisogna arrivare la mattina. Allontanandosi un po’ dalla spiaggia di sabbia si raggiungono degli scogli dove comunque ci si puo’ rilassare in tutta tranquillità.

 

PALIOREMA è un luogo che va assolutamente visitato. La strada per accedervi è sconnessa, rocciosa e a tratti pericolosa ma il panorama che vi si apre davanti ripaga di tutte le fatiche. Qui il tempo è rimasto fermo al 1956 quando la grande miniera di zolfo venne abbandonata. Il silenzio domina il paesaggio surreale e anche il mare sembra non fare rumore. Si passa tra i carrellini, i macchinari e i binari, gli edifici sono parzialmente crollati ma all’interno ci sono ancora le brande, gli armadietti, gli appunti scritti a mano dei minatori, gli strumenti e gli oggetti personali. Sembra di essere in una città fantasma. La spiaggia è abbastanza piccola e il mare è subito profondo.

FIROPOTAMOS è un delizioso minuscolo borgo marinaro con le caratteristiche casette colorate sull’acqua. In questa pittoresca cornice si apre una piccola baia lambita da acque trasparenti. La spiaggia è sabbiosa ma nulla di eccezionale, essendo conosciuta è anche abbastanza frequentata.

ACHIVADOLIMI è una spiaggia lunga qualche chilometro sulla baia che va da Adamas a Empourio. Per certi tratti costeggia la strada, in alcuni punti si trovano ombrelloni da noleggiare per la maggior parte si tratta di una spiaggia selvaggia e immersa completamente nella natura, quasi sempre deserta e lambita da una mare tranquillo.

AGIOS IOANNIS si trova nella parte occidentale dell’isola, quella non battuta dal turismo perché difficile da raggiungere. Da Adamas si va verso l’aeroporto e si prosegue poi per Agios Marina. Inizialmente lo sterrato non è cosi catastrofico ma tende a peggiorare sempre di piu’ finché sempre di essersi arrampicati su una roccia: la strada-o meglio il sentiero- è stretta e a strapiombo, piena di curve a gomito e buche profonde. Diciamo che la nausea provocata dai 10 km piu’ lunghi della mia vita è passata non appena siamo giunti alla bellissima e completamente deserta baia di Agios Ioannis. Purtroppo il cielo nuvoloso e il vento non hanno reso giustizia a questo luogo incantato che merita comunque il percorso difficoltoso.

AGATHIA BEACH e AMMOUDARAKI si trovano sempre a ovest e si raggiungono percorrendo una strada sterrata meno traumatica di quella per Agios Ioannis. La strada è panoramica e si aprono scorsi incatevoli sul mare. In entrambe le spiagge eravamo soli a parte qualche capra arrampicata sulla roccia. L’acqua è calda e cristallina e permette di fare un buon snorkeling tra gli scogli.

I VILLAGGI

Come vi ho detto Milos non è un’isola festaiola, non si trovano gruppi di giovani in cerca della serata nè coppie modella/calciatore in cerca del selfie perfetto. E’ un’isola che va assaporata lentamente come d’altra parte la maggior parte delle Cicladi. Anche Adamas, il centro principale dell’isola, abbandona i ritmi frenetici a favore di tranquille passeggiate sul lungomare, dove taverne e locali si susseguono uno dopo l’altro. Da una parte troviamo romantici ristoranti sulla spiaggia mentre dall’altra la strada ci porta all’interno del borgo, dove stradine tortuose si inerpicano sul monte fino a portaci alle rovine del castello, da dove si gode di una spettacolare vista a 360° dell’isola. E’ piacevole perdersi tra le viuzze del borgo e fare acquisti nelle botteghe artigianali.

Un altro luogo delizioso è Klima, un agglomerato di casette di pescatori direttamente sull’acqua. Quando la marea lo permette i portoni colorati delle syrma si aprono per farci entrare in botteghe e negozietti dove i giovani del posto presentano le loro creazioni artigianali, dagli orecchini agli abiti ai giocattoli per bambini. A klima si respira un’aria di pace ed è piacevole fermarsi per un aperitivo al tramonto.

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Anche Pollonia merita sicuramente una visita. Dal porticciolo partono i traghetti per l’isola di Kimolos. La spiaggia è di facile accesso, ben tenuta e attrezzata e sul lungomare si susseguono taverne e localini.

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CON IL TRENO A VAPORE AL RABADAN DI BELLINZONA

Ci sono due cose che mi incuriosiscono particolarmente: i treni d’epoca e il Carnevale. Se le mettiamo insieme ne esce una splendida giornata passata al Carnevale di Bellinzona, in Ticino.

Ma andiamo per ordine.

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Esiste un’associazione che si chiama Verbano Express e che ha lo scopo di reperire, restaurare e “rimettere in moto” i veicoli ferroviari che in passato hanno prestato servizio lungo le ferrovie del Lago Maggiore.

Grazie a questa associazione – che gestisce anche un piccolo ma grazioso museo all’interno della stazione di Luino – è possibile oggi partecipare più’ volte all’anno a varie manifestazioni raggiungibili a bordo del treno a vapore.

La locomotiva tedesca del 1941 è alimentata a carbone ed è sicuramente una grande attrattiva per grandi e piccini e il suo sbuffo nero ne caratterizza il passaggio.

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Una volta a bordo – diretti alle cascate di Sciaffusa o ai mercatini di Natale di Zurigo – sembrerà’ di aver fatto un tuffo nel passato: i passaggi scoperti tra una carrozza e l’altra e i morbidi sedili in velluto vi daranno la possibilità di godere del bellissimo paesaggio italo-svizzero.

Infatti il celebre Carnevale di Bellinzona è solo uno dei tanti eventi raggiungibili con il treno storico. Trovate maggiori informazioni e il programma dettagliato sul sito http://www.verbanoexpress.it/.

Dopo circa un’ora dalla partenza – e aver costeggiato la sponda orientale del Lago Maggiore – arriviamo finalmente a Bellinzona, capitale del Canton Ticino, anche famosa per i suoi bellissimi castelli.

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Il Carnevale qui è quasi un’istituzione: le scuole chiudono e dopo un anno di preparativi i cittadini si danno alla pazza gioia con sfilate, balli e feste. Rabadan (cosi’ è chiamata la manifestazione che ha radici nell’Ottocento) significa infatti caos: l’origine risale al tempo delle Crociate, quando i Piemontesi, recandosi nei paesi arabi, appresero che i Mussulmani, nel periodo del Ramadan, di giorno digiunavano e pregavano, ma di notte si abbandonavano a canti, feste e baccanali. Essi, considerando di quel giorno solo la parte serale, chiamarono Rabadan (da Ramadan) il baccano, la baldoria.

Per una settimana ” la città del Carnevale” si trasforma in un luogo vivace e coloratissimo che ospita di giorno e di notte dj set, feste a tema, concerti ed eventi di vario genere. Solo una la regola: divertirsi, possibilmente indossando un buffo e insolito costume. I prezzi d’ingresso vanno da CHF 10 per il corteo in maschera, a CHF 30 per il giornaliero, fino a CHF 60 per l’abbonamento settimanale.

Durante la sfilata si susseguono a ritmo di musica folkloristica bande musicali, carri allegorici e gruppi danzanti (ne ho contati ben 50!) che coinvolgono il pubblico in balli e canti.

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Quando il corteo termina la sua sfilata iniziano le premiazioni che daranno poi il via alle danze.

Ma per noi si è fatto tardi. Il sole sta tramontando e una locomotiva a vapore ci riporta lentamente a casa: dai finestrini ammiriamo le montagne innevate che fanno da cornice, il lago si tinge di arancione e un vecchio battello naviga stanco sulle sue acque.

Per info http://www.rabadan.ch/

ALL’OMBRA DELLE TAMERICI CON GLI OCCHI PIENI DI BLU – LE MERAVIGLIOSE SPIAGGE DI PAROS

Le onde arrivano dolci e bagnano appena la spiaggia di ghiaia. I minuscoli sassolini brillano sotto il sole ancora caldo di settembre. Un leggero residuo del forte Meltemi delle settimane passate accarezza i rami delle tamerici che ci offrono riparo dai raggi potenti di mezzogiorno. La baia a forma di mezzaluna è deserta. Faccio un respiro profondo e cerco di riconoscere gli odori che sento nell’aria: origano, timo e altre erbe aromatiche, il profumo dei pomodori al sole, l’odore delicato e mediterraneo della vegetazione, gli ulivi, e sopra di tutti – forte e penetrante -l’odore del mare. Apro gli occhi e sorrido: sento il profumo della Grecia.

 

Raggiungere Paros con il traghetto è ormai abbastanza semplice (da Mykonos o Santorini) anche se arrivare in aereo fa recuperare sicuramente il tempo che si spenderebbe al porto in attesa delle navi perennemente in ritardo. E’ un’isola che si sta aprendo pian piano al turismo di massa e si teme che l’ingrandimento dell’aeroporto ne cancelli lentamente l’aspetto  genuino di autentica isola cicladica.

Tuttavia devo dire che non soffre ancora del sovraffollamento tipico di alcune isole vicine e molte volte abbiamo trovato spiagge semi o totalmente deserte dove far riposare le nostre orecchie e la nostra testa. Siamo partiti nell’esplorazione dell’isola in sella al nostro quad scassone, ci siamo fatti dire quali sono le spiagge piu’ famose e frequentate e le abbiamo accuratamente evitate, infilandoci in stretti sentieri sterrati, a volte anche in probabili proprieta’ private, abbiamo camminato tra i cespugli seguendo il rumore del mare e abbiamo ammirato quel blu che piu’ blu non si puo’ che solo la Grecia puo’ offrire. In una settimana – girando anche 3/4 spiagge al giorno – siamo riusciti a vederne poco piu’ della meta’ … va bene, le nostre pause pranzo nelle taverne ci rallentavano un po’ i ritmi, ma l’isola va vissuta cosi’ , in slow motion, senza fretta.

Ed ecco qui le nostre spiagge preferite, partendo da Parikia e proseguendo verso nord, per poi scendere lungo la costa est:

    • LIVADIA. Se si trovasse da un’altra parte diremmo che è la spiaggia cittadina. Non lontana dal porto di Parikia, è una bella distesa di sabbia dorata lambita da un mare calmissimo e cristallino. Qui affittano ombrelloni e sdraio e non mancano taverne e localini dove si pranza e cena coi piedi nella sabbia. La posizione comoda e vicino al centro ne fanno la meta ideale per le famiglie e per coloro che non vogliono perdersi i tramonti infuocati di Paros.

 

    • KRIOS-MARTSELO. Questa spiaggia in realtà è una grande baia stupenda (scenograficamente a mio avviso la piu’ bella dell’isola) alla quale si accede attraverso numerosi ingressi.  All’interno della baia si trovano spiaggette e calette piu’ piccole e poi la grande spiaggia di Marcello; noi siamo scesi in direzione del Camping Krios e, passando attraverso un piccolo stabilimento attrezzato, abbiamo raggiunto una piccola insenatura deserta: abbiamo appeso zaino e vestiti ai rami e ci siamo buttati nell’acqua fresca e turchese per fare un po’ di snorkeling.

 

    • AGIOS FOKAS. Si trova all’estremità della baia ed é poco frequentata perché si affaccia sul mare aperto. Da qui si possono ammirare la baia e in lontananza Parikia. Alle spalle della piccola spiaggia punteggiata di tamerici sorge una bellissima chiesetta bianca molto in voga per i matrimoni, data la location suggestiva. Gli edifici abbandonati non sono altro che il vecchio faro ormai in disuso da moltissimo tempo.

 

    • MONASTIRI. Questa é una della spiagge piu’ rinomate di Paros ma sinceramente non ne capisco il motivo: certo, la piccola baia é riparata dai venti, ma il beach-bar e i continui arrivi dei taxi-boat da Naoussa non la rendono certo un luogo tranquillo e silenzioso. Visto che ormai eravamo qui ne abbiamo approfittato per inerpicarci su per la montagna (ovviamente con infradito e sotto il sole cocente di mezzogiorno) per raggiungere dopo circa una mezz’oretta il faro dal quale si gode di una vista incredibile a 360 gradi. ci siamo seduti all’ombra della vecchia casa ad ammirare il blu dell’Egeo e ci siamo goduti il panorama in completa solitudine.

 

    • KOLYMBITHRES. E’ un’altra famosa località di Paros caratterizzata da piccole calette protette da massi granitici modellati dall’acqua e dal vento che creano un aspetto quasi surreale. Abbiamo avuto la fortuna di arrivare presto e di godere un po’ delle fresche e calme acque cristalline. Tuttavia la spiaggia in sé non è un granché e si riempie subito di turisti proveniente dalla vicina Naoussa col taxi boat.

 

    • GLYFADES-TSOUKALIA. Siamo capitati su questa lunghissima striscia di sabbia grossa mista a ghiaia per caso, convinti di trovare beach-bar affollati e folle di sportivi alle prese con windsurf e kitesurf visto che la costa est è la piu’ battuta dal Meltemi . E invece.. avete presente l’incipit dell’articolo? Ecco mi trovavo proprio sulla spiaggia di Glyfades, sotto un albero,  a osservare un paesaggio solitario e incontaminato dove la natura è ancora la protagonista. Qui il mare non è proprio una tavola ma le onde si increspano leggermente contro le rocce dando al luogo un aspetto selvaggio. Siamo stati un paio d’ore nella ormai nostra piscina naturale creata da piccoli scogli in beata solitudine prima che altri avventori spuntassero da lontano.

 

    • MOLOS. Abbiamo costeggiato questa bella e ampia striscia di sabbia ma non ci siamo fermati perchè diretti alla vicina Kalogeras. La tentazione di fermarsi all’ombra delle tamerici era forte, anche perche’ il mare assume diverse gradazioni di azzurro e la spiaggia era praticamente deserta.

 

    • KALOGERAS. Questa è forse la spiaggia che mi è piaciuta meno: una sottile striscia di sabbia inumidita dalla marea dove le alte scogliere hanno creato delle piccole insenature dove godere di un po’ di privacy. Tuttavia la località è molto frequentata e nota per i suoi fanghi miracolosi (per cui preparatevi a vedere turisti infangati dalla testa ai piedi). Come dicevo, la sabbia rimane umida e quando passano i traghetti al largo le onde arrivano fino alla roccia, costringendo ad alzarsi e mettere in salvo teli e zaini. La nota positiva è che rimane riparata dal vento e le scogliere creano notevoli zone di ombra.

 

    • TRIPITI. La parte sud dell’isola è forse la piu’ autentica e genuina. Raggiungere Tripiti è abbastanza facile, basta seguire le indicazioni per Glyfa, percorrere una strada sterrata fiancheggiata da orti e muretti a secco e la troverete proprio davanti a voi. Anche qui abbiamo avuto al fortuna di arrivare presto e goderci un po’ di solitudine all’ombra della solita pianta e quando è arrivata gente, ne abbiamo approfittato per fare un po’ di snorkeling intorno agli scogli. Questa spiaggia mi è piaciuta molto per il suo carattere autentico ma non troppo selvaggio, senza costruzioni intorno e lontano da ogni rumore.

 

    • FARAGAS. Conservo un bellissimo ricordo di questa spiaggia, sarà perchè è stata la prima visitata del viaggio o sarà perchè oggettivamente è molto bella: da un sentiero tra i pini si arriva a questa spiaggia di sabbia dorata, in parte libera e in minor parte occupata da un beach bar. L’acqua è trasparente e placida e tende a essere abbastanza frequentata. Tuttavia, superando gli scogli all’estremità della spiaggia si raggiungono una serie di calette deserte e silenziose dove godersi in tutta tranquillità un po’ di sole; qui l’accesso al mare è roccioso ma permette di fare snorkeling.

 

    • MAKRIA MITI. Che dire… senza dubbio la spiaggia piu’ bella, deserta e introvabile di Paros. Per arrivarci c’è solo un cartello nel paese di Aliki che secondo me serve a depistare i turisti per preservare questo splendido angolo di paradiso. La proprietaria dell’albergo ci aveva detto che non era facile da trovare e cosi’ abbiamo da Aliki abbiamo costeggiato il mare fino a che non siamo entrati in una strada sterrata che ci ha portato fino a delle scogliere sul mare. Qui abbiamo parcheggiato e proseguito a piedi lungo un sentiero tra arbusti e vegetazione rinsecchita fino ad arrivare a una piccola baia raggiungibile tramite una discesa piuttosto ripida. Avendo pero’ notato una coppia di nudisti e non volendoli per nulla disturbare, abbiamo proseguito per qualche decina di metri, passando per altre due piccole e splendide insenature per arrivare poi alla meravigliosa spiaggia di Makria Miti. Protetta alle spalle da un paesaggio collinare e alle due estremità da bassi scogli, la spiaggia si presenta come una mezzaluna dorata lambita da una mare cristallino che assume svariate tonalità di azzurro. La sensazione di pace e il silenzio sono assoluti ma portatevi la protezione solare perché qui non c’è un albero!

 

  • PARASPOROS. Concludo l’elenco con questa ampia e vivace spiaggia poco a sud di Parikia. La spiaggia è molto grande e occupata in parte da un beach bar con musica a volume piuttosto alto; essendo però larga e profonda si puo’ trovare facilmente uno spazio piu’ tranquillo magari sotto le piante. L’acqua degrada molto dolcemente e anche camminando un po’ rimane poco fonda. Nonostante la presenza del beach bar e di molta gente il contesto è ancora molto naturale.

 

Paros – a mio avviso – é l’isola romantica per eccellenza, ma non perché esclusivamente adatta a coppie o fintamente costruita  a misura di sbaciucchiamenti mielosi (come puo’ essere ad esempio Santorini). E’ romantica perché si respira ancora un po’ di autenticità’ cicladica, perché viaggiando sulle strade deserte dell’entroterra ti senti in sintonia con una natura dolce e delicata, perché ti innamori presto degli scorci di blu e le mille minuscole chiesette bianche ti fanno sentire in pace con te stesso. E’ un’isola a cui bisogna voler bene, forte della sua incantevole bellezza ma fragile sotto la spinta del turismo crescente, dove cerchi un luogo appartato – che sia una spiaggia, un vicolo di Parikia o un faro sulla montagna – per godertela in silenzio, assaporando quelle sensazioni che solo la meravigliosa Grecia puo’ offrire.

 

 

LE TRISTI CROCI BIANCHE DI OMAHA BEACH

Osservo questa distesa infinita di croci bianche senza parlare. Sono migliaia, allineate in una perfezione quasi maniacale e sembrano perdersi nel verde brillante dei prati all’inglese senza un filo d’erba fuori posto. Tutto tace, le placide acque del canale della manica lambiscono le spiagge sabbiose senza troppe onde. In riva, famiglie felici si godono uno splendido sole novembrino.

Non me l’aspettavo, tutta questa quiete, questo senso di pace su un terreno che fu tetro protagonista di una pagina di storia importante. Passeggio tra una parte delle 9387 croci e vedo molti reduci che omaggiano i loro compagni caduti in quella terribile data. D-day l’hanno chiamato, ed era l’alba del 6 giugno 1944 quando 7000 unità e decine di migliaia di soldati inglesi, americani e canadesi sbarcarono sulle coste normanne per iniziare la liberazione dell’Europa dalla Germania nazista.

E’ come se gli scenari di morte dei filmati originali dell’epoca visti in questi giorni nei vari musei della Normandia non fossero gli stessi che sto ripercorrendo ora, eppure se chiudo gli occhi posso quasi immaginare una distesa di giovani accasciati e insaguinati, esplosioni, colpi di arma da fuoco, urla, terrore…gli americani che cercano di risalire dalla spiaggia arrampicandosi tra i rovi in una tempesta di acciaio e fuoco, alcuni compagni non raggiungono neanche la spiaggia e vengono trivellati da mitragliatrici e mortai. Apro gli occhi di scatto e mi guardo intorno: ci sono ancora resti di torrette tedesche anche se nei giorni successivi allo sbarco cercarono di distruggere qualsiasi opzione di nascondiglio nemico.

Il sole sta per tramontare e noi ci dobbiamo rimettere in marcia. Dò un ultimo sguardo a questa spiaggia meravigliosa e tutto apparentemente tace, ma posso ancora sentire le urla dei fantasmi che vagheranno per sempre in questi tristi luoghi.

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 COSA VEDERE:

Le spiagge dello sbarco si estendono per decine e decine di chilometri a nord della Francia e sono Utah, Omaha, Gold, Juno e Sword; tutta la zona è ancora molto ricca di testimonianze e solo girando in auto per le campagne si possono vedere bunker, resti di carri armato e batterie. Abbiamo visitato la regione prima di attraversare Bretagna e Loira. Non avendo molto tempo a disposizione abbiamo optato per Longues-sur-mer, dove è ancora intata e visitabile la batteria tedesca; il Musee de debarquement di Arromanches, un’interessantissima esposizione di plastici e audiovisivi, costruita proprio davanti al porto artificiale degli alleati; il grande museo di Caen che ripercorre in maniera talvolta anche cruda gli avvenimenti più significativi della guerra; il cimitero di Colleville-sur-Mer, che custodisce le spoglie dei soldati americani caduti nella battaglia di Normandia e sorge su una scogliera sovrastante Omaha Beach; il promotorio di Pointe du Hoc a picco sul mare, fu scelto dai Tedeschi per edificare una potente batteria d’artiglieria capace di spazzare un largo settore della costa, tra Utah Beach ad ovest, Omaha Beach ad est.

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AUSCHWITZ E BIRKENAU: UNA VISITA STRAZIANTE

Sembra di vederli, corpi esili e malandati che si trascinano per inerzia, sguardi vuoti e mani fragili che reggono una ciotola di acqua sporca e radici. Sarà la loro cena, poi forse una preghiera a Dio, che possa mettere fine a tutto questo, forse anche alla loro vita. E invece no, domani è un altro giorno uguale a tutti gli altri, fatto di violenze e torture, di sofferenze e privazioni, di speranze perdute.

“Lasciate ogni speranza o voi che entrate” era scritto sulla porta dell’inferno. E qui, all’inferno ci si arrivava con il treno.

 Era qualche anno che promettevo a mamma di portarla Cracovia, la cui visita al complesso di Auschwitz-Birkenau vale da sola il viaggio. E rimandavo perché sapevo che non sarebbe stato un viaggio di piacere, di risate e spensieratezza; forse bisogna essere pronti, o forse no, bisognerebbe solo andare e vedere con i propri occhi. Sono poche le parole che posso usare per descrivere la visita al più’ noto campo di sterminio nazista di Birkenau: straziante, toccante, dolorosa, impressionante. Un enorme terreno desolato che sembra non avere confini, intervallato da recinzioni in filo spinato e pochissime baracche sopravvissute al rogo post-liberazione; due binari che corrono paralleli, ma che non vanno da nessuna parte e segnano l’inizio di un viaggio senza ritorno.

C’è molta gente, scolaresche e gruppi organizzati, eppure ci si sente soli, abbandonati e afflitti da una storia senza giustizia, una storia che non ha insegnato niente e che si ripete. Si puo’ camminare liberamente per il campo fino a raggiungere le rovine delle camere a gas e dei forni crematori.

Non meno toccante è la visita del campo principale di Auschwitz, distante una paio di chilometri e raggiungibile con una navetta gratuita (da aprile a ottobre). Si entra dal tristemente celebre cancello e si segue un percorso che si snoda all’interno delle baracche, al cui interno si trovano fotografie, documenti, oggetti personali e la raccapricciante raccolta di capelli e scarpe. Si passa poi al muro della morte, dove venivano fucilati i prigionieri mentre i più’ sfortunati finivano torturati nelle celle di isolamento (qui i passaggi sono stretti e manca l’aria, per cui siate pronti a rinunciare se soffrite di claustrofobia). La visita termine con la terrificante visita all’interno di una camera a gas e di un forno crematorio. E dopo questa, avrete bisogno di vodka, tanta vodka.

MAGICA SANTORINI IN LIBERTA’

Là dove il meltemi soffia tra le bianche cupole e increspa le onde di un blu intenso, dove la natura ti ricorda che da un momento all’altro qualcosa al centro della terra potrebbe muoversi e con un’esplosione colorare il cielo azzurro di macchie infuocate e lapilli, dove i volti invecchiati e segnati dal sole scrutano l’orizzonte aspettando i pescatori tornare e folle di turisti volgono lo sguardo a ovest, in attesa del tramonto più emozionante della loro vita. Là dove il vento mi scompiglia i capelli mentre nel silenzio assoluto osservo dall’alto la Caldera: casette di un bianco accecante abbarbicate sulla roccia resistite al terremoto del 1956 delimitano il profilo a picco sul mare, e dai porticcioli mandrie di asini stanchi e annoiati trascinano in groppa gli ultimi turisti della sera.

Sono due anni che ci penso e adesso voglio togliermi il pensiero. Andrò a Santorini, costi quel che costi (anzi, considerato il budget meglio di no…andrò a Santorini e spenderò pochissimo).

Eh sì, perché ho scoperto – nelle mie lunghe ed estenuanti ricerche sul web – che l’isola più chic delle Cicladi può essere anche molto economica: bisogna armarsi di pazienza e trovare l’occasione giusta, ma attenzione a non confondere gli zeri che qui aumentano facilmente…avete presente

l’immagine-tipo della suite con Jacuzzi privata vista Caldera? Ecco, perché in quel caso con € 290 a testa (il prezzo pagato per 8 giorni in residence con piscina, volo, noleggio quad) non ci farete molto. Se siete in viaggio di nozze godetevi i meravigliosi tramonti dalla vostra terrazza privata e bevete uno champagne anche per me.

Ma se la vostra intenzione è vivere l’isola ed esplorarla in ogni angolo dando un’occhio al portafogli allora posso darvi qualche consiglio.
DOVE DORMIRE

Ho prenotato la struttura con parecchi mesi di anticipo, scegliendo l’opzione Non-rimborsabile su

Booking.com per risparmiare quasi € 50. Li ho spulciati tutti, guesthouse, b&b, hotel, affittacamere, residence, appartamenti privati; ho confrontato prezzi, servizi, posizione perché non volevo spendere una fortuna ma non volevo neanche trovarmi lontano da tutto o in una topaia! Da quel che ho visto ti affittano un po’ di tutto, case senza finestre o seminterrati ma alla fine con € 15 a testa per notte abbiamo trovato questo carinissmo residence, Mandilaria Studios, a metà strada tra Emporio e Perissa/Perivolos (quindi la parte sud dell’isola), a 5 minuti di quad dalle famose spiagge nere e dai locali della movida notturna. A 20 metri c’è un Carrefour, ma guardatevi intorno perché troverete supermercatini più forniti ed economici. La struttura dispone di mono e bilocali, noi avevamo un ampio monolocale vista mare con angolo cottura. L’area piscina è sempre molto pulita e tranquilla e il personale è disponibile. Voto: per il rapporto qualità prezzo assolutamente 10!.

 COME MUOVERSI 

Certo Perissa rimane un po’ lontana dalle attrazioni principali dell’isola ma se la vostra intenzione é comunque quella di girare non fatevi spaventare da qualche km. Per darvi un’idea, con il quad (che comunque a stento supera i 60km/h) ci vogliono circa 30 minuti per raggiungere Fira, 10 in piu’ per arrivare a Oia. Per il noleggio abbiamo pagati circa € 22 al giorno e il quad é di gran lunga preferibile all’auto: primo perché permette di inerpicarsi lungo sentieri sterrati e secondo perché in alcuni punti le strade sono veramente strette (e i parcheggi inesistenti). Quindi, se non volete passare l’ora del tramonto in coda come se foste in tangenziale a Milano, preferite un mezzo a due ruote.
Avevo comprato una guida Marco Polo che si é rivelata abbastanza inutile se non per una bella cartina stradale con segnate anche le strade scondarie. Vi consiglio di recuperarne una poiché la maggior parte sono prive di cartelli…e non illuminate.
COSA E DOVE MANGIARE

Sul “cosa” si potrebbe scrivere un libro intero dato che la cucina dell’ isola è costituita da un mix di provenienza mediterranea e orientale. Troverete spesso piatti unici come la moussaka (un delizioso sformato a base di melanzane, patate, carne di agnello e besciamella) oppure piatti composti da souvlaki (carne di pollo, maiale o agnello) o gyros (spiedini) accompagnati da salsa tzaziki (a base di yogurt e cetrioli), patate fritte o al forno, pomodori e peperoni ma non è raro che i menu presentino antipasti, primi e secondi, oltre che abbondanti porzioni di grigliate miste di carne e pesce. Tra gli antipasti dobbiamo ricordare (e provare) la già nominata salsa tzaziki, la taramosalata (a base di uova di pesce), la feta al forno (o fritta, che io adoro), le zucchine ripiene di carne e i pomodori ripieni con riso, lo hummus di fave e gli involtini di foglia di vite. I miei must sono l’insalata greca con pomodori, feta, cipolle, cetrioli, peperoni, il gyro-pita , una piadina morbida che avvolge uno spiedino di pollo o maiale insieme a patatine fritte, fettine di pomodoro e anelli di cipolla affettata finemente,il tutto, condito con una generosa dose di salsa tzatziki (e piu’ grosso e gocciolante di salsa è, meglio è) e infine il tiropitta, un fagottino di pasta fillo ripieno di feta (gnaaaaaaaaaaaaam).

State tranquilli poi che neanche a Santorini morirete di fame. Certo, se volete concedervi una cenetta romantica nella stupenda Imerovigli o un aperitivo chic al tramonto da una terrazza di Oia dovete -come si suol dire sganciare un po’ di grana- ma vi assicuro che si può mangiare molto bene anche spendendo il giusto (o a volte pochissimo).
Ecco le mie dritte!
1. GRANDMA’S RECIPES. Una specie di bar/chioschetto che fa delle pite xxl davvero buone, la scelta è variegata, la birra ghiacciata, i tavoli all’ombra, il servizio cortese e veloce e il conto economico! Si trova sulla main street di Perissa.
2. CAPTAIN NIKITAS. Va bene, lo spettacolo greco è un po’ kitsch e turistico, ma il giardino dove si cena è veramente carino. A fine cena, canti e balli tipici e giu’ ouzo a volonta’. Da provare solo se siete gia’ a Kamari.
3. GOD’S GARDEN. Un nome una promessa. Si cena in un’atmosfera famigliare e amichevole sotto un pergolato, in una traversa della strada per Perissa. Serve i piatti tipici della tradizione e i camerieri danno consigli su cosa provare. L’unica cosa è che le porzioni sono enormi (la mia moussaka era per tre), quindi ordinate poco alla volta o…. andate con molta fame! Conto piu’ che onesto.

4. IL PITARO DI EMPORIO. Mi ero ripromessa di fare una gran pubblicità a questo localino spartanissimo sulla piazzetta principale di Emporio, ma il volantino è tutto in greco e non ho mai capito come si chiamasse… si trova davanti alla chiesa, a destra del parcheggio e lo riconoscete perche’ fuori ha solo 4-5 tavoli di plastica. Le sue pite sono eccezionali, le piu’ buone provate a Santorini, ben farcite e gustose e poi bhe …. per € 2,30 l’una vale la pena prenderle anche da asporto per merenda.

5. MICHALATOS BAKERY. Le bakery vendono molti prodotti da forno, e non solo dolci. abbiamo trovato questa graziosa panetteria sulla strada di Kamari per una merenda veloce: torta salata alla feta e prosciutto e smoothie di frutta fresca: da provare!
6. ACROPOLIS. Ampia taverna arredata in stile tipico all’inizio del lungomare di Perissa. Come molti altri ristoranti in zona, offre gratuitamente il servizio spiaggia (lettini comodissimi e ombrelloni) a patto che si pranzi da loro. C’è anche il servizio all’ombrellone volendo, per una birra fresca o un cocktail. Si pranza vista mare, rilassati dal fresco meltemi, mentre sfilano vassoi di pesce e fritti invitanti. Abbiamo mangiato bene e abbondante e mai speso piu’ di € 24 in due.
7. OBELIX PSITOPOLEIO. Ecco il corrispondente greco del food truck: gyros pita a volonta’, ottime insalate, souvlaki, kebab da gustare (probabilmente in piedi visto che ci sono 4 posti a sedere) nella vivace Fira spendendo poco.
8. MEAT GRILL. Nel centro pedonale di Fira abbiamo trovato questo locale che ha una spaziosa terrazza al piano superiore. Siamo tornati 3 volte da quanto ci siamo trovati bene. Posto molto easy, si mangia senza tovaglietta e ti portano la carne direttamente nella terrina; hanno i menu combinati e la possibilità di fare assaggi di diverse pietanze. Il servizio è super amichevole e il conto davvero basso per essere in centro a Fira.

DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE
– I TRAMONTI. Va bene, i tramonti sono belli ovunque e diciamo che a Oia sono riusciti a creare un bel business con la storia che tutti vanno a vedere il tramonto alla rocca e rimangono imbambolati al calar del sole svegliandosi poi per un fragoroso applauso. Ma andateci, partite con largo anticipo per trovare posto sulle rovine e portate due birrette, osservate il sole che si immerge nel mare e poi giratevi… alle vostre spalle Imerovigli e Firostefani si stanno puntellando di luci, fate le foto a questa parte di versante mentre centinaia di persone rovinano il tramonto con i bastoni da selfie.

Un altro luogo, meno romantico ma anche meno affollato, è il parcheggio sterrato subito dopo la deviazione per il porto di Athinios.

In alternativa, a Fira troverete molti locali con terrazza sulla caldera per fare un aperitivo mentre il cielo si tinge di arancione (in realtà i prezzi non sono cosi assurdi, una birra e un cocktail € 14 ma visto il panorama ci stanno tutti).
– IL FARO. Sempre a bordo del vostro quad scassone giungete all’estrema punta meridionale dell’isola e poi percorrete un breve tratto a piedi. La strada per arrivare è panoramica e bellissima e offre molte piazzole di sosta per ammirare la caldera in tutto il suo splendore.

– RED BEACH. Il mio consiglio è: andate, fate due foto, un tuffo nelle acque cristalline e poi

scappate dalle orde di turisti confusionari che la affollano! E’ una spiaggia sicuramente particolare col suo colore rosso accesso ma se preferite la tranquillità non fa per voi (ah tra l’altro, non vi ho ancora detto di non andare a Santorini per le sue spiagge???).

– SPIAGGE NERE. Vi spiego il perchè della mia affermazione qui sopra: trovo che Santorini sia davvero magica e i suoi panorami mi hanno più volto tolto il fiato ma le sue poche spiagge non sono granchè, fatta eccezione forse per la spiaggia nera attrezzata del tratto Perissa-Perivolos, dove si trovano anche taverne e locali per uscire la sera.
– IMEROVIGLI si dovrebbe chiamare Ameraviglia. Piccolo agglomerato di casette bianche arroccate e perlopiu’ trasformate in residenze di extralusso, è di gran lunga meno vivace della vicina Fira e meno nota di Oia. Tuttavia, la sera sembra calare sul borgo un velo di magia, l’atmosfera è surreale, e le note di un violino ci accompagnano mentre curiosiamo tra i vicoli strettissimi.

– OIA. Bella, elegante e pulita, è la protagonista delle immagini che trovate su Google. Avete presente

lo stereotipo della chiesetta bianca con cupola azzurra che si erge maestosa sulla caldera? Ecco, è a Oia. Meta chic di ricchi americani, merita comunque una visita per la bella passeggiata lastricata e per i negozi di artigianato e gioielli.

– FIRA. Piu’ caotica e abbordabile di Oia, è formata da vicoli e viuzze che straripano di locali e negozietti. Qui arrivano le navi da crociera e spesso le stradine sono intasate. E’ ricca di taverne e ristoranti per tutte le tasche, locali, bar, pub mentre il versante sul mare offre una vista impagabile sulla caldera.
– MESSARIA. Situato nel centro dell’isola ma facilmente raggiungibile con un mezzo, Messaria è un delizioso borgo tipico cicladico, caratterizzato da casette di un bianco abbagliante con le finestre azzurre e bouganvilles fuxia che creano qualche striscia di ombra. Il momento migliore per visitarlo è all’ora di pranzo (sì è da pazzi, il sole è cocente e la fame si fa sentire) ma camminare tra i vicoli silenziosi e deserti dà veramente una sensazione di pace. Meno famoso ma non meno suggestivo è il
borgo antico di Emporio (esatto, dove c’è il pitaro piu’ buono dell’isola): qui abbiamo incontrato solo un’altra coppia di turisti e qualche gatto insonnolito all’ombra dei pergolati. Vale sicuramente una visita.
– ESCURSIONE AL VULCANO. Prenotando una visita in una delle tante agenzie presenti sull’isole è possibile fare l’escursione al vulcano di fronte. Il trekking non è difficile ma consiglio scarpe da ginnastica, acqua, crema solare e cappello. Noi siamo andati con la barca Aponis tramite la Water blue travel agency che si trova al porto vecchio di Athinios: la nostra eccellente guida ci ha fornito dettagli e spiegazioni di carattere naturalistico, geografico, artistico, per poi passare a parlare della politica attuale, la storia, il turismo traducendo di volta in volta in 4 lingue per accontentare tutti i passeggeri! Dopo il vulcano, ci hanno portati a fare il bagno nelle sorgenti di acqua calda (niente di eccezionale se siete stati alle terme di Saturnia:-) ) e poi sull’isola di Thirasia che merita sicuramente una visita: una volta attraccati al porto si puo’ scegliere se rimanere a oziare in una delle taverne praticamente sull’acqua o salire fino in cima all’isola percorrendo Dio-solo-sa- quanti ripidi gradini, ma non preoccupatevi, anche qui su c’è una bella taverna e la vista è – tanto per cambiare – incredibilmente mozzafiato.